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Lettere dei lettori
giovedì 5 aprile 2018.
Altri sette posti di lavoro cancellati dalla Posta in Ticino!
di Massimiliano Ay

E’ notizia recente che PostFinance ha deciso di chiudere il servizio alla clientela di Locarno e Bellinzona, provocando verosimilmente la perdita del posto di lavoro a sette lavoratori e la perdita complessiva di cinque impieghi. Naturalmente esprimiamo solidarietà ai dipendenti coinvolti da questo ennesimo taglio, che si riscopre essere l’attività principale per cui vengono assunti i manager strapagati che stanno umiliando uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese.

Dopo lo smantellamento degli uffici postali - persino in esplicito contrasto con la volontà del Parlamento - l’azienda più eversiva della Svizzera (che è in mano pubblica, ma se ne frega di quello che decide il suo padrone!) si è arrampicata sugli specchi sul caso AutoPostale SA, finita nella bufera per manipolazioni contabili illegali per decine di milioni. E ora continuano le notizie che fanno pensare a dove la liberalizzazione dei mercati ci sta portando.

Il Partito Comunista fa sua la rivendicazione dei sindacati per una moratoria riguardante tutte le decisioni che comportano una diminuzione delle prestazioni dei servizi postali e ribadisce che l’unica soluzione politica vera a questo punto sta nel ripristino della regia federale della Posta, in una parola: rinazionalizziamola!

Partito Comunista

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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