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Lettere dei lettori
sabato 21 aprile 2018.
Indignarsi per i tagli non basta, bisogna votare per ri-nazionalizzare la Posta!

Nel dicembre 2016 nel Gran Consiglio ticinese, il deputato del Partito Comunista, Massimiliano Ay, aveva sostenuto la risoluzione cantonale che chiedeva alle autorità federali una moratoria delle chiusure di uffici postali, ma nel suo intervento in aula aveva avvertito che “finché non si ritornerà a tematizzare la nazionalizzazione di un tale settore strategico per l’economia, rischia di essere solo una misura palliativa”. Come è nostro costume alle parole seguono ora i fatti.

Il Partito Comunista è sempre stato in controtendenza sui temi relativi alla Posta: nel 1997 proprio i comunisti furono gli unici a tentare la via referendaria contro la privatizzazione delle PTT, purtroppo invano. E oggi gli effetti sono tutti lì da vedere: è prevalsa la logica del massimo profitto, sono state cedute ai privati attività redditizie per lo Stato e il servizio pubblico svizzero, con la sua qualità e i suoi posti di lavoro sicuri, è andato a farsi benedire!

Il Partito Comunista offre ora la possibilità ai deputati in Gran Consiglio di far seguire all’indignazione espressa, i fatti concreti: è stata infatti depositata un’iniziativa cantonale (vedi allegato) per chiedere a Berna il ripristino della regia federale della Posta!

Partito Comunista

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Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.

(Marco Travaglio)

 
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