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Regionale
giovedì 26 aprile 2018.
Ricucitura di Roveredo - Il Cantone dà ragione al Comune

In una lettera resa pubblica oggi, il Canton Grigioni smonta le accuse sollevate dal gruppo “Un Cher per Rorè”, contrario al progetto di ricucitura di Roveredo. La chiara presa di posizione dell’Ufficio per lo sviluppo del territorio avviene su sollecito del Municipio di Roveredo, dopo che questo era stato accusato dagli oppositori di aver trasmesso informazioni non veritiere alla popolazione. L’auspicio nel Comune mesolcinese è che ora il progetto di riqualifica dei terreni liberati dall’autostrada possa procedere lontano dalle polemiche e dagli attacchi personali che hanno contraddistinto gli ultimi mesi.

Il Municipio di Roveredo ha deciso di coinvolgere l’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni, quale autorità competente superiore e cofirmatario del Memorandum d’intesa del 2012, con la richiesta di un parere sulle esternazioni del gruppo “Un Cher per Rorè” che, a mezzo stampa e attraverso il recente invio a tutti i fuochi di un opuscolo, si oppone duramente al progetto di ricucitura portato avanti dal Comune. Tra i punti contestati, in particolare, gli oppositori sottolineano come non vi sia in realtà alcun obbligo di edificazione sul terreno dov’è avvenuto lo smantellamento dell’A13, oggetto del progetto di ricucitura RoveredoViva, accusando l’autorità comunale di trasmettere informazioni non veritiere alla popolazione.

Non si è fatta attendere la decisa presa di posizione dell’ufficio cantonale competente, con la quale si smentiscono le posizioni del gruppo oppositore. Lo scritto, che è stato trasmesso oggi dall’autorità comunale, affinché - come si legge nelle lettera indirizzata a tutte le famiglie - “la popolazione possa farsi un’idea chiara e soprattutto oggettiva riguardo alla ricucitura”, spiega passo per passo i vincoli derivanti dagli accordi sottoscritti da Confederazione, Cantone e Comune e dall’iter compiuto in quasi 20 anni di lavori pianificatori.

In particolare, si sottolinea che già nel 1998 una condizione posta dalla Confederazione per la realizzazione della circonvallazione, secondo gli obiettivi federali in materia di sviluppo territoriale, imponeva la sistemazione degli spazi dell’ex-autostrada in base a un “concetto urbanistico”. Infatti, per i centri regionali come Roveredo gli indirizzi nazionali mirano allo sviluppo di insediamenti compatti. Da qui i successivi vincoli, per cui gli indici di sfruttamento dei terreni e i margini di tolleranza sono stati definiti per legge e approvati democraticamente. Decisioni che, nelle parole del Cantone, non possono essere riviste semplicemente perché qualcuno ha cambiato opinione. In sostanza, si legge nella lettera, anche facendo finta che quanto finora successo e pianificato non esista, non è immaginabile una densità insediativa rurale in un’area centrale, come prospetta “Un Cher per Rorè”.

Dal canto suo, il Comune sottolinea che il progetto RoveredoViva è stato selezionato come il migliore all’interno del concetto urbanistico di ricucitura vigente e si augura che la netta presa di posizione del Cantone possa placare mesi di polemiche e attacchi personali. L’autorità roveredana è convinta che il progetto, con le sue due piazze, gli ampi spazi pubblici, quelli commerciali e il contiguo grande Parco Mondan, metterà a disposizione di tutti gli abitanti un centro vivo e vitale, capace di dare un nuovo impulso alla vita sociale ed economica di Roveredo.

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Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.

(Marco Travaglio)

 
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