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Fuori regione
sabato 28 aprile 2018.
Vaticano: il 6 maggio giurano 33 nuove Guardie svizzere

(ats ans) Trentatré nuove reclute delle Guardie svizzere presteranno giuramento in Vaticano il prossimo 6 maggio. Nessuno degli aspiranti alabardieri è ticinese o di lingua italiana. Cantone ospite sarà quest’anno Lucerna, rappresentato dall’intero governo cantonale.

La cerimonia si terrà nel pomeriggio alle 17.00 nel Cortile San Damaso del Palazzo Apostolico, in commemorazione della morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa del papa Clemente VII nel Sacco di Roma del 1527, indica una nota della Guardia Svizzera Papale diramata oggi.

Al giuramento delle reclute - 24 svizzerotedeschi e 9 romandi - assisteranno cardinali, vescovi, membri della Curia e rappresentanti del corpo diplomatico presso la Santa Sede, si legge nel comunicato. Le autorità svizzere saranno rappresentate dal presidente del Consiglio nazionale, il friburghese Dominique de Buman, da numerosi parlamentari federali e cantonali e dall’ambasciatore elvetico in Vaticano Jean-Pierre Fux. Ci saranno pure il presidente della Conferenza dei vescovi svizzeri Charles Morerod e, in rappresentanza dell’esercito, il divisionario Daniel Keller. Quest’anno andrà inoltre a Roma anche una "numerosa delegazione" della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali.

Il cantone ospite, Lucerna, è quello che ha dato più comandanti alla Guardia, 24 su 35. Lucernesi sono anche il comandante attuale, Christoph Graf di Pfaffnau, e sette guardie. Attualmente i cantoni meglio rappresentati sono tuttavia Friburgo e Vallese, con 16 guardie ciascuno, e Argovia, con 10 guardie.

Sulla lista delle reclute che giureranno il 6 maggio non figurano giovani originari del Ticino o domiciliati nel cantone. C’è invece un ragazzo di origini grigionesi, Nino Thalparpan, residente nel canton San Gallo, mentre un altro, Jens Trebo, è domiciliato a Coira ma è di origini zurighesi.

Nella nota si rammenta che il prossimo 21 giugno papa Francesco si recherà in Svizzera, a Ginevra, e si aggiunge: "Siamo particolarmente contenti di accompagnare il Papa nella nostra Patria".

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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