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lunedì 7 maggio 2018.
Commissione contro iniziativa lingue straniere

(ats) La Commissione per la formazione e la cultura del Gran Consiglio grigionese raccomanda al plenum di respingere l’iniziativa popolare sulle lingue straniere, che prevede l’insegnamento di una sola seconda lingua alle scuole elementari: l’inglese o il tedesco a seconda della regione linguistica. Una minoranza propone un controprogetto.

Una "ampia maggioranza" della commissione ha seguito la raccomandazione nello stesso senso al parlamento formulata dal Governo retico lo scorso marzo, indica una nota diramata oggi. Il Gran Consiglio affronterà di nuovo il tema nella sessione di giugno dopo aver dichiarato nullo il testo dell’iniziativa nell’aprile 2015, giudicandolo discriminatorio nei confronti delle minoranze e quindi contrario al diritto federale.

Quale argomentazione a favore del "no" - si legge nel comunicato - "vengono addotti il modello grigionese sulle lingue esistente secondo cui alle regioni linguistiche viene in ampia misura riservato il medesimo trattamento, la mobilità all’interno dei Grigioni e della Svizzera, l’attuazione dell’iniziativa che si prospetta costosa e complessa, il pericolo per la pace linguistica e il rischio di intervento da parte della Confederazione se il Cantone dei Grigioni dovesse scostarsi dalla soluzione di armonizzazione prevista a livello nazionale".

Il controprogetto caldeggiato da una minoranza della commissione prevede a sua volta che nella scuola elementare sia insegnata una sola lingua "straniera", ma dovrebbe trattarsi obbligatoriamente di una lingua cantonale. A suo avviso questa soluzione "permetterebbe di salvaguardare la pace linguistica".

Lungo iter parlamentare-giudiziario

L’iniziativa "Solo una lingua straniera nelle scuole elementari (iniziativa sulle lingue straniere)", depositata il 27 novembre 2013 con 3’709 firme valide, vuole in sostanza che alle elementari, oltre all’idioma regionale, venga insegnato solo l’inglese o il tedesco: il primo nelle zone tedescofone, il secondo in quelle italofone e romance.

Il 20 aprile del 2015, il Gran Consiglio del cantone trilingue, con 82 voti contro 34, aveva dichiarato il testo nullo, giudicandolo discriminatorio nei confronti delle minoranze e quindi contrario al diritto federale.

Il Tribunale amministrativo cantonale, a seguito di un ricorso, ha però annullato la decisione parlamentare nel marzo 2016, rilevando che l’iniziativa riguarda unicamente l’insegnamento delle lingue straniere nelle scuole elementari senza restrizioni a livello secondario: gli allievi alla fine della scuola obbligatoria avrebbero comunque la possibilità di acquisire le competenze linguistiche richieste dal diritto federale.

Chiamato a sua volta ad esprimersi, il Tribunale federale ha giudicato a sua volta valida l’iniziativa. I giudici della prima sezione di diritto pubblico del TF, con tre voti contro due, hanno respinto il 3 maggio 2017 un ricorso di rappresentati delle minoranze linguistiche italiana e retoromancia, non ravvisando una violazione manifesta dell’uguaglianza di trattamento e neppure del divieto di discriminazione.

La palla è così tornata nelle mani del Governo di Coira, che lo scorso 21 marzo ha chiesto al Gran Consiglio di respingere l’iniziativa e di rinunciare a un controprogetto.

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“Una piccola insurrezione, di tanto in tanto, è una cosa buona e così necessaria nel mondo politico come i temporali in quello fisico. Previene la degenerazione del governo e alimenta una generale attenzione per la cosa pubblica.”

THOMAS JEFFERSON

 
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