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Regionale
lunedì 14 maggio 2018.
Perché mi candido?
La parola ad Andrea Pellandini dell’UDC

Andrea Pellandini, 25 anni, celibe, di Roveredo (GR) è coordinatore delle attività sportive del Centro Sportivo San Bernardino, Presidente Hockey Club Moesa e Consigliere comunale di Roveredo (GR)
Ha conseguito la Maturità commerciale bilingue a Coira e conosce il Tedesco, Italiano, Inglese, francese (nozioni scolastiche), Svizzero-tedesco, dialetto di Rorè.
Ama lo sport e gli piace leggere e viaggiare.

1. Perché ha deciso di (ri)candidarsi?

Da parecchi anni sono un grande appassionato di politica: dal 2015 faccio parte del consiglio comunale a Roveredo e quest’anno ricopro il ruolo di presidente del consiglio comunale. Vorrei continuare a portare un contributo a livello locale per un miglioramento delle condizioni socioeconomiche vallerane, ma sono convinto che serva (anche) un ponte tra noi e il resto dei Grigioni per apprendere e portare nuove idee sul nostro territorio. Quale giovane candidato vorrei rappresentare la mia generazione, strettamente legata alle nuove tecnologie, che ci mostrano come il mondo sia in continuo cambiamento. Spesso e volentieri le nostre vedute non si rispecchiano nella politica proprio perché quest’ultima è perennemente in ritardo su svariati temi che ci toccano quotidianamente e che necessitano di soluzione innovative. Per questo motivo mi sento adatto per legiferare a livello cantonale e promuovere la comunicazione tra le istituzioni cantonali e quelle regionali. È il momento giusto per lanciare un chiaro segnale: un ricambio generazionale in politica è necessario e vorrei essere il promotore di questo cambiamento.

2. C’è qualche cosa che le piacerebbe venisse realizzata dietro sua proposta?

Le due sfide più importanti per il Moesano durante la prossima legislatura sono lo smantellamento dell’infiltrazione criminale sul nostro territorio e un adeguato collegamento stradale con Coira. Fortunatamente sembra che tutti i candidati siano d’accordo su questi due punti. Ora dobbiamo restare uniti e trovare assieme delle soluzioni concrete per far fronte a queste problematiche che le autorità cantonali e federali sminuiscono o ignorano da diversi anni. La prossimità con il Canton Ticino è fautrice di altre problematiche che la maggior parte delle Regioni retiche non riscontrano, come: il frontalierato, il dumping salariale e il precariato. Bisogna portare avanti anche queste tematiche che toccano in primo luogo i giovani del Moesano e, in qualità di candidato dell’UDC, la mia posizione in merito è chiara: preferenza indigena (cantonale), disdetta della libera circolazione e reintroduzione dei contingenti.

3. In che modo pensa di potersi rendere utile alla sua regione?

Sono giovane, pieno di energia e d’idee, aperto a nuovi progetti che rivitalizzino il nostro territorio. Sostengo con fierezza i principi di solidarietà e sussidiarietà, l’individuo al centro della politica e una Regione forte verso un futuro prospero.

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Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.

(Marco Travaglio)

 
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