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venerdì 25 maggio 2018.
Scandalo appalti - Grigioni: azienda multata dalla Comco ricorre al TAF

(ats) Una delle imprese edili grigionesi multata dalla Commissione della concorrenza (COMCO) per aver costituito un cartello, ha deciso di inoltrare ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF). Si tratta della Foffa Conrad SA, la società a cui è stata inflitta la sanzione più elevata, vale a dire 5 milioni di franchi.

"Le accuse della COMCO non corrispondono ai fatti", ha detto Roland Conrad, presidente del consiglio di amministrazione, alla radio della Svizzera tedesca SRF. I rimproveri sono "in parte falsi e in parte eccessivi". Conrad contesta la cifra di 400 contratti di appalto manipolati. Non tutte le riunioni fra imprenditori si sono concluse con un accordo, ha detto. Spesso non si riusciva a trovare un’intesa.

Il presidente della Foffa Conrad nega che gli accordi abbiano causato un aumento dei prezzi, come afferma invece la COMCO. Nel lasso di tempo fra il 1997 e il 2008, la metà delle imprese della Bassa Engadina ha partecipato a concorsi e "non c’è nessun indizio di prezzi gonfiati", ha detto Conrad all’ats.

In una piccola regione, come la Bassa Engadina, non è possibile alzare i prezzi artificialmente. Tutti si conoscono e anche le tariffe sono note. "I responsabili si sarebbero accorti subito se i costi erano eccessivi e avrebbero reclamato", ha aggiunto Conrad.

La Foffa Conrad inoltrerà ricorso al TAF lunedì, ultimo giorno utile prima dello scadere del termine. Non è noto se un’altra delle sei imprese multate intende contestare la decisione della COMCO. Le sanzioni inflitte variano tra i diecimila franchi e i 5 milioni a seconda della gravità delle manipolazioni per una somma globale di 7,5 milioni.

Secondo la COMCO le imprese coinvolte hanno manipolato per anni gli appalti nel campo del genio civile e dell’edilizia accordandosi sui prezzi. A suo avviso quello scoperto nei Grigioni è il più grosso cartello del settore e la somma sottratta a enti pubblici e a imprese private supererebbe ampiamente i 100 milioni.

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Il saggio non si giudica indegno dei doni della fortuna, non ama le ricchezze ma preferisce averle; non le accoglie nell’animo ma le tiene in casa; non rifiuta quelle che possiede ma le domina e vuole che essa offrano maggiori possibilita’ alla sua virtu’.

Seneca

 
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