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Cultura
lunedì 28 maggio 2018.
Volume sul prevosto Don Rodolfo Mengotti (1709-1790)
Massimo Lardi e la sua vena comunicativa

La produzione letteraria di don Rodolfo Mengotti, vissuto nel 18° secolo, è una ricchezza rimasta sepolta nel tempo per più di due secoli e riportata ora alla luce da parte dello scrittore Massimo Lardi. L’intero volume è un’avvincente sequenza di cenni storici, di testimonianze, di descrizioni e di informazioni, spiegate e adagiate nel loro contesto. Generano tensione e attese nella lettrice e nel lettore, che si lasciano cullare dalla lingua cristallina, elegante, perché semplice, convincente e viva.

Indole comunicativa

Leggendo i testi di Massimo Lardi viene spontanea una domanda: Perché riesce Il nostro scrittore a incuriosire e a catturare l’attenzione di chi legge? La risposta richiede molte considerazioni innanzitutto sulle sue qualità comunicative. Prima di tutto Massimo Lardi riesce a far passare i suoi messaggi, perché è e rimane un insegnante, un professore, una personalità che con le sue opere continua la sua attività divulgativa con un linguaggio didascalico e discorsivo. Il suo stile, tornando al ruolo di insegnante, è improntato al coinvolgimento, che gli riesce grazie alla sua straordinaria forza empatica. E il ricordo, di chi scrive, torna inevitabilmente agli anni della Scuola magistrale (anni ‘70). In ogni sua lezione Massimo Lardi riusciva a far passare nella mente di noi studenti i messaggi e i valori della lingua e della letteratura, grazie alla sua forza comunicativa e, appunto, all’empatia. Nel suo ruolo di professore era perfettamente conscio del fatto che ogni parola deve risvegliare la disponibilità del destinatario. Questa è la qualità del docente, del pedagogo, del comunicatore che quando scrive e quando parla pensa innanzitutto a mettere a suo agio la persona destinataria, pensa alla ricezione di chi legge e di chi ascolta.
Grazie alla sua capacità di coinvolgere, Massimo Lardi riesce ad entrare in relazione con il lettore e lo accompagna nel suo cammino tra le righe e le pagine. Non lo spinge, non lo frena, lo accompagna con gradevole costanza nella lettura, inseguendo qualcosa di sorprendente, destando curiosità, creando intrattenimento e favorendo l’apprendimento. Così Massimo Lardi mette il lettore nell’agevole condizione di identificarsi nell’opera. Il lettore, leggendo Massimo Lardi, non si sente mai solo, ma ha la sensazione di avere qualcuno accanto che gli sussurra le parole che sta leggendo. Leggere il nuovo libro di Massimo Lardi, ricorrendo a un metafora, è come seguire il corso d’acqua del fiume, camminandogli accanto e lasciandosi trasportare dall’ondeggiare delle parole. Si continua a leggere e a camminare, perché il piacevole flusso dello scorrere dell’acqua scandisce il ritmo dei passi e, naturalmente, delle parole che si susseguono.

Far rivivere il personaggio

Le qualità comunicative di Massimo Lardi rappresentano la premessa indispensabile per riuscire a capire la personalità di don Rodolfo Mengotti, vissuto nel 18° secolo e autore di numerosi scritti e studi letterari e teologici in latino e in italiano. Il nostro scrittore riesce con il suo libro a farci vivere la forte personalità di don Rodolfo Mengotti. Coinvolgendoci con lo strumento della parola riesce a spiegarci, a illustraci e a porgerci la personalità che è stata la guida spirituale del 18° secolo nella Valle di Poschiavo. Ne esce la piena consapevolezza che don Rodolfo era una personalità di grande caratura. L’autore del nuovo volume ha tradotto le poesie latine di don Rodolfo, è entrato in comunicazione con lui attraverso lo studio approfondito dei testi. Ma non solo. Massimo Lardi riesce a “tradurre”, in definitiva, a far vivere (rivivere) la forte personalità di don Rodolfo Mengotti. Lo fa con la ricchezza sintattica e il suo vasto vocabolario, mai prevaricante, tenendo le dovute distanze da ogni tentazione di cadere nella trappola del moralista. Lui si limita con la sua lingua eloquente ad offrire significati, valori, messaggi. Il lettore li può analizzare, interpretare, commentare, respingere o fare suoi. Dei tanti messaggi riproposti da Massimo Lardi nella sua nuova opera si può dedurre che don Rodolfo Mengotti aveva ricevuto tanti talenti al momento della nascita e che nel corso della sua vita è riuscito a moltiplicarli.

Presentazioni a Poschiavo e Coira

Il nuovo volume di Massimo Lardi su don Rodolfo Mengotti è oggetto di due presentazioni nei prossimi giorni.
La prima avrà luogo mercoledì 6 giugno alle ore 20.15 nella sala parrocchiale di Poschiavo, alla presenza anche dell’emerito prevosto don Cleto Lanfranchi, del pastore Antonio Di Passa, del latinista Giovanni Menestrina, consulente editoriale della prestigiosa casa editrice Morcelliana di Brescia. Segue un rinfresco offerto dalla Pgi sezione Val Poschiavo.
La seconda presentazione è prevista a Coira venerdì 8 giugno alle ore 20.15 nel Salone d’onore del Palazzo vescovile, alla presenza anche del vescovo di Coira, Monsignor Vitus Huonder e del parroco della Cattedrale Gion-Luzi Bühler. Segue un rinfresco offerto dalla Pgi sezione di Coira.

Livio Zanolari

La pubblicazione è sostenuta da:

Diocesi di Coira, Chiesa cattolica dei Grigioni, SWISSLOS/Promozione della cultura, Cantone dei Grigioni, Promozione della cultura Comune di Poschiavo. Repower, Fondazione Willi Muntwyler, Biblioteca Engiadinaisa, Fondazione Ehmann, Fondazione Boner, Fondazione Jacques Bischofberger, Arnoldo Branchi, Banca Raiffeisen Valposchiavo, Tipografia Menghini

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Mio nonno mi ha insegnato la lealtà e l’onestà.
Sarebbe bastato avere un nonno diverso e magari adesso sarei potuto essere un parlamentare.

(Flavio Oreglio)

 
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