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sabato 2 giugno 2018.
Parità salariale fra donne e uomini nell’Amministrazione federale

L’Amministrazione federale ha verificato gli stipendi dei collaboratori per accertare eventuali e non spiegabili differenze salariali tra donne e uomini. Dalla verifica è emerso che la parità salariale è garantita in tutti i dipartimenti e in tutte le unità amministrative. I risultati, di cui il Consiglio federale ha preso atto durante la sua seduta del 1° giugno 2018, rientrano nella soglia di tolleranza del 5 per cento. Gli stipendi nell’Amministrazione federale sono dunque conformi al principio «salario uguale per un lavoro di uguale valore» sancito nella Costituzione federale.

Per il controllo, l’Amministrazione federale utilizza lo strumento della Confederazione per la parità salariale Logib, basato sul metodo dell’analisi di regressione. Logib calcola in che misura fattori rilevanti ai fini retributivi (p. es. la formazione, l’esperienza professionale, il livello di qualifica richiesto e la funzione) incidano sullo stipendio. Un’altra variabile considerata è il sesso: se quest’ultima non influisce sullo stipendio, la discriminazione non sussiste.

Nel settembre 2016 il consigliere federale Ueli Maurer e i vertici delle associazioni del personale federale hanno firmato una convenzione relativa al controllo della parità salariale nell’Amministrazione federale. La verifica attuata fa parte delle misure della Strategia per il personale 2016–2019. Inoltre, l’Amministrazione federale come datore di lavoro partecipa al progetto Engagement Parità salariale (ELEP).

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C’è più imbecilli tra i dotti che tra gli ignoranti: più villanie si commettono in città che in campagna: più barbarismi diconsi nelle accademie che nel mercato: più atti di barbarie si fanno in gente incivilita che in barbara.

Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

 
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