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Lettere dei lettori
lunedì 4 giugno 2018.
Imparare ad essere minoranza
di Nicoletta Noi-Togni

Sono 170 gli uomini e le donne che, nel Cantone dei Grigioni, candidano per un seggio in Gran Consiglio per la legislatura 2018-2022.

Un quinto degli stessi sono donne. Una evidente minoranza. Degli attuali 120 membri del Gran Consiglio a voler ritornare in Parlamento sono 80. Delle 23 donne presenti attualmente, almeno 10 non si ricandidano mentre l’unica donna che fa parte oggi del Governo non si ripresenta per limite di carica.
Non mi è dato sapere con attendibilità a cosa si debba questa disaffezione delle donne per una carica che personalmente ritengo bella e importante. Certo gioca un ruolo il fatto della responsabilità (ma quante responsabilità ben maggiori pesano sulle spalle delle donne, una fra tutte la famiglia?) e della disponibilità (il tempo da dedicare alla carica). Mi chiedo se il fatto di essere una minoranza in Gran Consiglio e in Governo possa giuocare anch’essa un ruolo nella decisione di non accettare quella che può essere recepita, a tutti gli effetti, come una sfida. Essendo stata infatti la politica per moltissimi anni “cosa” dell’uomo. Essere minoranza certo non è facile. Per le nostre regioni del Grigioni Italiano in particolar modo, alla minoranza di genere si aggiunge quella della lingua, che non è poca cosa.
L’assetto istituzionale del nostro cantone certo non ci aiuta nel colmare questa differenza. Nessuna traduzione simultanea in Gran Consiglio, documenti non tradotti (ultimo esempio: dei 14 rapporti inviati dalle istituzioni che appartengono al cantone o ne sono sovvenzionate, solo due contengono qualche pagina scritta in italiano), ecc. E allora, vale la pena essere presenti come minoranza in Gran Consiglio? Certamente si, proprio per tentare di cambiare questo stato di cose e per continuamente far presente che esiste il Grigioni Italiano, con le sue peculiarità, con le sue necessità, cosa che possono fare sia gli uomini che le donne. A parte questo, non dimentichiamo che minoranza significa anche bello, perché diverso, perché speciale e che la stessa maggioranza sa apprezzare tutto cio’. E che - in questo senso – lo stato di minoranza puo’ anche servire ai fini dell’ottenimento di qualcosa per le nostre regioni; in fin dei conti si puo’ anche imparare ad essere minoranza. Importante è riconoscersi quale minoranza, accettarla ed amarla.
Nicoletta Noi-Togni

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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