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Fuori regione
lunedì 4 giugno 2018.
Elezioni Grigioni con l’ombra dello scandalo cartelli

(ats) Le elezioni per il governo grigionese del prossimo 10 giugno sono adombrate dallo scandalo legato ai cartelli che ha colpito il cantone. Come gli elettori valuteranno il comportamento dei candidati nei confronti di questo caso sarà probabilmente uno dei punti cardine.

Per i cinque posti nell’esecutivo retico si presentano sette candidati, tutti uomini, dei quali tre attualmente già in carica. A puntare alla rielezione sono Mario Cavigelli (PPD/PDC), Jon Domenic Parolini (PBD) e Christian Rathgeb (PLR/PLD). Gli altri due posti sono vacanti, poiché Barbara Janom Steiner (PBD) ha raggiunto il limite di mandati e il socialista Martin Jäger non si ricandida.

Il PS vuole difendere il proprio seggio con il granconsigliere Peter Peyer, mentre il PBD ha rinunciato alla poltrona. La candidatura di Andreas Felix è stata infatti ritirata nel bel mezzo della campagna elettorale, a causa del diffondersi delle notizie su quello che a detta della Commissione della concorrenza (COMCO) è il più grosso cartello mai scoperto nel settore: l’organismo ha inflitto una multa complessiva di 7,5 milioni di franchi ad alcune imprese di costruzione grigionesi per aver manipolato per anni gli appalti nel campo del genio civile e dell’edilizia in Bassa Engadina, accordandosi sui prezzi.

La vicinanza di Felix al caso, in quanto direttore della Società retica degli impresari costruttori (GBV), è stata considerata troppo grande. Il partito ha scelto di non presentare sostituti. Sempre nel PBD, anche Parolini è coinvolto dallo scanalo: da sindaco di Scuol era stato informato, ma aveva fatto poco. Nonostante questo dovrebbe essere rieletto.

L’occasione creatasi potrebbe essere sfruttata dal PPD per accaparrarsi un secondo seggio. Il candidato Marcus Caduff fino ad ora è sembrato poco appariscente, ma non è coinvolto nello scandalo degli appalti.

Al posto nel governo punta per la terza volta, dalla nuova fondazione nel 2008, l’UDC Grigioni. Walter Schlegel è però sotto la luce dei riflettori per un intervento, quale comandante della polizia cantonale, contro il whistleblower dei cartelli Adam Quadroni.

Della corsa fa anche parte un senza partito: il cantautore Linard Bardill. L’artista scende in campo poiché scosso dalla crisi morale e politica che ha colpito i Grigioni, ha affermato lui stesso presentando la sua candidatura. Secondo un sondaggio di Somedia e Radiotelevisiun Svizra Rumantscha (RTR) una sua elezione è possibile e al momento le sue probabilità sono superiori a quelle del democentrista Schlegel.

Voto per il Parlamento meno controverso

Nonostante un clima da sospetto generale, le elezioni per il Parlamento - che si terranno sempre il 10 giugno - non sembrano essere particolarmente colpite dallo scandalo dei cartelli.

Anche in questo caso la situazione è particolarmente movimentata per il PBD, che nella Camera, dove siedono 120 deputati, deve rinnovare quasi la metà dei suoi 27 rappresentanti. Anche PS e UDC devono sostituire un terzo degli eletti, compresi alcuni pesi massimi della politica.

Si voterà poi anche nel canton Glarona, altra roccaforte del PBD. La posizione del partito in questo caso non sembra però essere in pericolo e, più in generale, il voto per l’elezione dei 60 deputati non dovrebbe portare a sconvolgimenti. Anche se i candidati sono 340, molti sembrano non avere reali possibilità di essere eletti.

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Mio nonno mi ha insegnato la lealtà e l’onestà.
Sarebbe bastato avere un nonno diverso e magari adesso sarei potuto essere un parlamentare.

(Flavio Oreglio)

 
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