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Politica
martedì 19 giugno 2018.
Considerazioni post-elettorali
di Nicoletta Noi-Togni

Devo tutto a voi e soltanto a voi.

Risultare eletta per la settima volta nel Circolo di Roveredo non è ovvio e per questa bontà dell’elettorato del mio Circolo ringrazio di tutto cuore. A questo elettorato e alla regione del Moesano dedichero’ il discorso d’apertura della legislatura 2018-2022 del Parlamento cantonale che, grazie alla mia lunga presenza in Gran Consiglio, avro’ l’onore di proferire il prossimo 29 agosto, giorno d’apertura della prima sessione della nuova legislatura. Non solo: saro’ anche chiamata a raccogliere il giuramento o la promessa delle 119 deputate e deputati che inizieranno con me questo quadriennio e a procedere all’elezione della presidenza del Gran Consiglio 2018-2019. Momenti questi di profondo valore istituzionale, rituali conclamati nel tempo che risvegliano in chi li vive emozione e consapevolezza della responsabilità che questo mandato, conferito dal popolo, comporta. Grande emozione e felicità anche per me, ma soprattutto grande riconoscenza, perché se posso vivere in virtu’ dell’anzianità della mia carica questo importante momento, lo devo solo a chi mi ha eletta in tutti questi anni. Quindi a voi care elettrici e cari elettori poiché siete solo voi che mi regalate questo onore e questa felicità.

Forse tempo di civica

La politica non riguarda solo la sostanza delle cose ma anche la forma.
Questo insegnamento non è nuovo, ci viene addirittura dall’antica Grecia. Per Aristotele forma e materia sono complementari, si aiutano e si completano a vicenda. Quindi la politica per esprimere i suoi significati e per accentuarli si serve anche della forma. Che si traduce nei rituali, siano essi verbali che visivi. Ovvia quindi la presenza delle bandiere sugli edifici comunali in concomitanza con le elezioni, siano esse comunali o cantonali. Succede nel Cantone dei Grigioni nella capitale Coira, dove la Poststrasse è letteralmente inondata dalle bandiere, e nei Comuni grigionesi che alla forma tengono. Cosi anche a San Vittore che si è visto pero’, con mio grave disappunto, strappata la bandiera cantonale dalla parete dell’edificio che ospitava l’ufficio elettorale. Si puo’ certo non essere d’accordo con la politica o altro ma “prendersela” con un simbolo dello Stato è veramente cosa indegna e sciocca. Al punto che si potrebbe anche non commentare. Il messaggio è pero’ tale che neppure va sottovalutato. I simboli vanno rispettati: per cio’ che rappresentano, per i nostri predecessori (che non hanno avuto dalla vita quanto abbiamo noi oggi), e per il loro lottare. Oltraggiarli non è ammesso. Non so quanto questi aspetti vengano tematizzati nella scuola. Per il vero anche altri atteggiamenti che riguardano le elezioni appena trascorse, mi hanno stupita. Viviamo per fortuna in un Paese libero, quindi tutti possono esprimersi come vogliono. Il ruolo è pero’ determinante, l’esempio anche. Si dovrà quindi ritornare a parlare di civica nella scuola o - se gia’ lo si fa - a parlarne meglio. Non sono l’unica a chiederlo.

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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