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Fuori regione
giovedì 5 luglio 2018.
Arrivato il primo orso al "Bärenland" di Arosa

(ats) È arrivato ieri al "Bärenland" di Arosa (GR) il primo di cinque orsi. "Napa", questo il suo nome, è l’ultimo plantigrado da circo della Serbia e trascorrerà il resto della sua vita nel primo centro di protezione degli orsi in Svizzera, parco allestito nella località grigionese.

L’animale è nato in uno zoo ed è stato trasferito già da piccolo in un circo serbo, indica in una nota odierna l’organizzazione animalista "Vier Pfoten" (Quattro zampe).

Dopo il divieto di detenzione di animali selvatici da parte dei circhi in Serbia, in vigore dal 2009, l’orso sarebbe stato confinato fino all’autunno del 2016 in un’angusta gabbia metallica. Il plantigrado è poi stato liberato dall’associazione animalista in collaborazione con le autorità del paese. "Napa" è giunto ad Arosa dopo un viaggio di oltre 1400 chilometri e prima di essere insediato nel parco dovrà trascorrere un periodo in un recinto di acclimatazione.

Il "Bärenland" è un nuovo grande parco sulle pendici orientali del Weisshorn, sopra ad Arosa, poco distante dalla fermata intermedia della funivia. In questo luogo verranno accolti in totale cinque orsi detenuti finora in cattive condizioni nella zona dell’Europa sudorientale.

Il "Bärenland", unico nel suo genere in Svizzera, è un progetto lanciato dal direttore Pascal Jenny in collaborazione con l’associazione "Vier Pfoten". Il costo del parco si aggira attorno ai 6,5 milioni di franchi, di cui 1,2 versati dal governo grigionese, che considera questo spazio una "infrastruttura di importanza sistemica" per il turismo.

Il parco verrà ufficialmente inaugurato il prossimo primo agosto alla presenza della consigliera federale Doris Leuthard. In seguito, per il primo weekend di agosto le porte del "primo centro di protezione degli orsi in Svizzera" dovrebbero essere aperte anche ai visitatori.

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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