• 12271 Roveredo - 100 Pan e nos
  • 12249 Fastidi grass!
  • 12218 Perle a.USTRA.li
  • 12216 Salottino letterario a Bellinzona
  • 12188 Andrea Vitali a Grono
  • 12170 Divertiamoci in Biblioteca
Lettere dei lettori
domenica 8 luglio 2018.
Prodotti nUSTRAni
di Marco Marcacci

Sembrava una cosa da "Fuori...Posto" ma la problematica si arricchisce di nuovi argomenti. Ringrazio i nostri lettori che ci seguono e partecipano alla discussione imbastita intorno ad un tavolo, scusate, intorno ad un cartello!

Ho seguito con interesse lo scambio tra i due Giuseppe a proposito degli strafalcioni segnaletici dell’USTRA e vorrei intromettermi nel dibattito con qualche considerazione su certi usi, a mio parere poco appropriati, del dialetto. Certo, si deve denunciare la scarsa dimestichezza con la lingua e con la geografia dei funzionari USTRA che confondono Carasso e Carasoo. Ma l’idea nUSTRAna di far scrivere Carasoo sul cartello indicatore non è certo più assennata. La segnaletica stradale serve agli utenti per orientarsi e trovare il giusto percorso. Chi abita a Carasoo o vi si reca di frequente sa benissimo come arrivarci e sa inoltre che Carasoo e Carasole designano la stessa località. Un automobilista che viene da fuori avrà invece individuato sulla carta geografica o in altro modo la località di “Carasole” e si aspetta di trovare una segnaletica con tale dicitura. Il ricorso al termine dialettale in questo contesto è altrettanto “Fuori… posto” degli strafalcioni dell’Ufficio preposto alla segnaletica. La segnaletica stradale ha una funzione utilitaria e non deve essere pretesto per grottesche esternazioni di nostranità.
Un altro caso d’impiego poco appropriato del dialetto riguarda certi stradari locali: immaginate che qualcuno al telefono vi chieda di notare il suo indirizzo del tipo “El Garuf del Comügn”, “El Burg’ère Feré”, o ancora “Ai Er di Schubiégh”, accenti e apostrofi compresi. Anche in questi casi, il fine essenzialmente pratico dello stradario è compromesso dalla discutibile volontà di riciclare espressioni dialettali.
Purtroppo, l’uso improprio del dialetto, con esiti alquanto ridicoli, non si limita alla toponomastica. Chi ha voluto chiamare un sodalizio che dovrebbe occuparsi di cultura locale “Asociazion Culturala” (locuzione pseudodialettale o pseudoromancia, vedete voi), non poteva fare scelta più infelice e anche poco rispettosa del dialetto.

Marco da Monticello (Monzél)

top

“La presunzione è la nostra più grande nemica. Pensaci - ciò che ci indebolisce è il sentirci offesi dalle azioni o dalle malefatte dei nostri simili. Essere presuntuosi significa spendere gran parte della propria vita offesi da qualcosa o qualcuno.”

CARLOS CASTAÑEDA

 
Sponsors