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Regionale
sabato 21 luglio 2018.
Referendum ricucitura Roveredo
di Giovanni Gobbi

Lo scorso 13 luglio, il movimento apartitico “Un Cher per Rorè”, ha lanciato un referendum contro la decisione del Consiglio comunale di vendere 9’891 mq di terreno, all’irrisoria cifra di Fr. 2’276’431 al colosso immobiliare Alfred Müller AG. Affinchè il referendum sia valido, dovranno raccogliere entro il prossimo 13 agosto, duecento firme di cittadini aventi diritto di voto a Roveredo.

Dialogando con i cittadini di Rorè sul tema, ho costatato una certa confusione e disinformazione riguardo all’esercizio del diritto di referendum che è uno strumento molto importante messo a disposizione della cittadinanza dal nostro sistema democratico. Per questo motivo, voglio cercare di chiarire il concetto di referendum contestualizzandolo a quanto sta accadendo a Roveredo, doveroso quindi trasmettere alcune informazioni al fine di fare chiarezza. La Costituzione Federale svizzera, per l’esercizio dei diritti politici in modo democratico, offre tre importanti strumenti: il diritto di voto, il diritto di iniziativa ed il diritto di referendum (obbligatorio e facoltativo). Nel caso attuale a Rorè, si tratta del diritto di referendum facoltativo che serve a legittimare le autorità comunali a organizzare una votazione popolare a seguito di un’importante decisione presa dal Consiglio comunale e che necessita, per fare in modo che la cittadinanza sia chiamata alle urne sulla questione in oggetto, della raccolta come minimo, di duecento firme. È quindi molto importante comprendere che firmare un referendum, non significa assolutamente esprimere la propria opinione sull’argomento in oggetto, ma unicamente esprime la volontà che sia il popolo a decidere e non le sole autorità. Il referendum, infatti, è molto spesso sostenuto anche dai favorevoli e non solo dagli oppositori. Difatti il referendum in atto, è già stato sottoscritto anche da due Consiglieri comunali di Roveredo favorevoli alla vendita dei terreni alla Alfred Müller AG. Nel nostro caso il referendum serve a dare la possibilità di decisione a tutti i cittadini aventi il diritto di voto, anziché unicamente ai ventuno Consiglieri comunali. Altro argomento poco chiaro è su che cosa si andrà a votare con la riuscita, ossia con la raccolta delle duecento firme necessarie, del referendum. Anche su questo punto per alcuni cittadini non c’è affatto chiarezza e vanno asserendo di aver già espresso il loro parere lo scorso 15 gennaio 2017 mentre che con il voto conseguente al Referendum non si fa altro che proporre una decisione già votata. Niente di più falso! Non è assolutamente vero, in quanto, lo scorso 15 gennaio 2017 il Municipio per eccesso di zelo, aveva organizzato una votazione consultiva con una chiara, domanda: “Proseguire o meno le trattativa con Alfred Müller?”. Ora invece la domanda da porre in consultazione sarà completamente diversa e di tutt’altro peso: “Accettare o no la decisione del Consiglio comunale di vendere i terreni ad Alfred Müller?”. Per questo motivo, non necessariamente chi ha sostenuto il proseguimento delle trattative nel 2017 deve ripetere il sostegno per la vendita dei terreni, perché ora si tratta di una decisione definitiva, assolutamente vincolante e da prendere dopo avere saputo di diversi aspetti che, al momento della votazione del 15 gennaio 2017, erano perlopiù sconosciuti. Per terminare preciso che, con la futura votazione del referendum non si deciderà se accettare o no il progetto Alfred Müller, le proposte degli oppositori o altro dibattuto in questi ultimi mesi, si deciderà unicamente se vendere o no i terreni. Paradossalmente il progetto Alfred Müller potrebbe essere realizzato anche senza la vendita dei terreni con la formula, ad esempio, del diritto di superficie. È importante ragionare e comprendere bene questi concetti. Fare uso degli strumenti democratici messi a disposizione del popolo sovrano significa avere senso di responsabilità verso un oggetto di valenza epocale e coraggio civico!

Giova Gobbi

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Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.

PAOLO BORSELLINO

 
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