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Cultura
martedì 24 luglio 2018.
in vacanza sulla luna ...
di Andrea Valente

era il 20 di luglio del 1969 e un uomo compiva un piccolo passo...
questo racconto fa parte del libro guarda che luna
in vacanza sulla luna
«vedrete – ammoniva anassagora con tono filosofeggiante – presto l’Uomo con la u maiuscola, come piace a noi filosofi, invaderà le nostre belle isole dell’egeo in un divenire cosmico, che nemmeno io so cosa sia, ma succederà lo stesso. soprattutto d’estate.»
la gente lo ascoltava distratta, un po’ come si ascolta il fruttivendolo scandire i prezzi di banane e pomodori.
«preparatevi – continuava ad ammonire – a orde di invasori coi bermuda e i sandali. e se dentro ai sandali ci stanno i calzini... dio ce ne scampi!» «e le partenze intelligenti?» lo imbeccava ogni tanto qualcuno. lui ci pensava un po’ su poi, pronto, cercava di spiegare che l’intelligenza cosmica era altra cosa anche se di nuovo non sapeva bene cosa, e forse avrebbe davvero fatto meglio a offrire un cestino di fragole o due gambe di sedano.
ogni mattina, dall’alba alle prime ore calde, anassagora ripeteva la stessa storia, che certo la tenacia non gli faceva difetto.
un giorno un bambino lo guardò dritto negli occhi e se ne uscì con un’idea balzana che poi tanto balzana non era:
«allora noi – propose con la sua voce bianca come le case di santorini – ce ne andremo sulla luna, che lì c’è di sicuro spazio per tutti.»
per un po’ anassagora non mise più piede in città.
pensò di consultarsi nientemeno che con platone e aristotele, che però non erano ancora nati e quindi sarebbero stati di poco aiuto.
«la luna – pensava – quell’ammasso roccioso avrebbe fatto concorrenza alle isole greche?! ma dai...!»
finché un giorno tornò sulla piazza, anassagora, e dopo aver ammonito come un tempo contro le orde di macchine fotografiche, propose lui stesso la soluzione del marmocchio.
«noi – affermò – male che vada ce ne andremo sulla luna.»
«lassù – continuò – non solo avremo una bella visuale della grecia quaggiù, ma saremo accolti con ogni confort dai lunatici del luogo.»
«gente seria – concluse – mica dei buzzurri come si potrebbe pensare.» non ti dico il caos che ne seguì.
non tanto perché andare fin sulla luna potesse apparire problematico dal punto di vista prettamente tecnico. il fatto è che nessuno prima di allora aveva mai ipotizzato che sulla luna qualcuno ci fosse già.
e se c’è, che ci fa?
dopo una settimana di tumulti anassagora fu messo davanti alle proprie responsabilità. sulla pubblica piazza, circondato dalla popolazione tutta intera, ebbe inizio un processo in piena regola.
«dimostra – gli ordinò il capo con la barba – che la luna è abitata, oppure sarai messo a morte.»
lui sorrise, poi tranquillo ribatté:
«dimostri invece anche uno solo di voi che sulla luna nessuno ci alloggia e sarò lieto di fare da spiedino per la vostra cena.»
inutile dire che gli scienziati del tempo furono i primi a far finta di nulla e svicolare chissà dove e per quella sera lo spiedino lo avrebbe mangiato anassagora. ma di capretto, che è meglio!
l’indomani, sul giornale locale, un titolo a nove colonne doriche e corinzie esclamava: filosofi uno - scienziati zero

© andrea valente

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Mio nonno mi ha insegnato la lealtà e l’onestà.
Sarebbe bastato avere un nonno diverso e magari adesso sarei potuto essere un parlamentare.

(Flavio Oreglio)

 
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