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Editoriale
martedì 24 luglio 2018.
Il senso civico
di Giuseppe Russomanno

L’uomo è un animale sociale, anche se non sempre socievole, e tende ad aggregarsi ad altri esseri umani e costituirsi in società! Questo diceva Aristotele (filosofo greco del IV sec. A.C.) ed in effetti l’uomo difficilmente riesce a vivere completamente da solo e lontano dai suoi simili perché di essi ha bisogno per tutte quelle cose che non riesce a procurarsi con il suo lavoro e quindi potremmo anche dire che l’uomo è un animale sociale egoista! In effetti, l’uomo, è più portato a prendere che a dare perché l’istinto atavico della sopravvivenza è ancora molto forte in lui anche se la situazione socioeconomica attuale è molto diversa e la vita non è continuamente messa in pericolo.
Nel corso dei secoli il senso civico è andato via via sempre più affermandosi e oggi abbiamo gruppi sociali abbastanza omogenei ed efficienti! Si assiste però, da qualche anno in qua, ad una certa mancanza di partecipazione alle faccende politiche tanto che i responsabili delle varie istituzioni sono quasi sempre gli stessi e anche nelle votazioni la percentuale dei votanti è quasi sempre scarsa, segno che i cittadini non partecipano alla cosa pubblica. La maggior parte di essi pensa, che una volta pagate le imposte e assolto a qualche obbligo civile, di aver dato abbastanza dimenticando che la società non si governa soltanto con i soldi, importantissimi, ma anche con l’apporto di idee e di impegno personale.
Quando si decide di aggregarsi ad una comunità, bisogna accettarne tutte le regole e lavorare poi affinché le regole stesse vengano se possibile migliorate a favore di tutti. Non solo contributi in denaro quindi ma anche e soprattutto impegno civile e sociale perché se è vero che quattro occhi vedono meglio di due è anche vero che più teste, se spinte da senso civico, pensano meglio di cinque!


Giuseppe Russomanno
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Vivere per gli altri, non è soltanto la legge del dovere, ma anche la legge della felicità.

(Auguste Comte)

 
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