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Regionale
giovedì 2 agosto 2018.
1° agosto 2018 – San Vittore

Discorso dell’onorevole Manuel Atanes in occasione della festa nazionale.

Care concittadine, cari concittadini,

desidero dapprima ringraziare le autorità del Comune di San Vittore per l’invito a tenere il discorso del 1° di agosto, la festa, la ricorrenza politica più importante dell’anno.

È una esperienza che faccio ogni anno al ritorno dalla vacanze. Al senso quasi di dispiacere per il fatto che siano finite, si mescola anche la piacevole sensazione di poter “ritornare a casa”, di poter rincontrare per strada le persone che mi accompagnano da una vita, di rivedere le loro facce, di sentire le loro voci. Di poter rivedere i luoghi dove ho le mie radici e dove mi sento a casa mia, perché ho la mia famiglia. È un senso di tranquillità che mi pervade perché tutto sembra scontato, sicuro, tutto sembra funzionare alla perfezione – come un orologio svizzero, passatemi questa metafora – senza che si debba intraprendere qualcosa. Quando riapro il mio computer e comincio a consultare gli appuntamenti, gli incontri che ho a livello professionale o politico mi accorgo che purtroppo dietro questa facciata di apparente stato idilliaco non tutto è scontato, anche e soprattutto per una minoranza linguistica come la nostra, che spesso non viene rispettata. Il servizio pubblico che viene sempre più ridotto e il diritto di esprimerci in italiano per accedere ai servizi del Cantone che spesso ci viene ancora negato, sono esempi che potrei citare. La questione dell’abolizione dell’insegnamento della nostra lingua nelle scuole elementari tedescofone è quella però che mi tocca ancora più da vicino. Da cittadino svizzero e grigionese infatti mi riesce difficile accettare che si possano raccogliere firme per un’iniziativa che prevede un diverso trattamento per gli allievi solo perché di un’altra lingua madre cantonale. Questo aggraverebbe ulteriormente la disparità di trattamento tra cittadini di uno stesso cantone. Se dovessimo accettare questo stato di cose, se dovesimmo perdere la speranza di migliorare la situazione della nostra lingua, cosa avremmo ancora noi italofoni grigionesi da festeggiare il 1° agosto?

Ma cosa festeggiamo il 1° agosto esattamente? Cosa unisce gli Svizzeri tra di loro? Qual è il legame che tieni uniti i 26 Cantoni e le quattro lingue? Sono le nostre istituzioni politiche: lo Stato federale, cioè la Confederazione, con essa e in primis il Consiglio federale nel quale da quasi un anno la nostra minoranza linguistica è finalmente rappresentata dopo una lunga assenza, un’assenza che sembrava non finire mai. Un Consiglio federale che parla in italiano e nel 2019 la Prima Cittadina Svizzera nata a due passi da San Vittore, contribuiranno ad avvicinarci alle Istituzioni federali facendole diventare più familiari e più credibili.

La credibilità di alcune Istituzioni cantonali ha purtroppo subito degli scossoni che alle nostre latitudini non avevamo mai conosciuto. Mi sto riferendo alla vicenda che ha visto alcune ditte di costruzione engadinesi, e che si sta allargando a tutto il Cantone, implicate in una inchiesta della Commissione federale della concorrenza che le accusa di aver organizzato un cartello per le offerte in circa 400 bandi per opere di costruzione. Le accuse della Commissione federale della concorrenza sono molto pesanti come pesante è la multa inflitta alle ditte implicate e le conseguenze a livello politico che questa inchiesta ha avuto, se pensiamo in particolare alle ultime elezioni del Governo cantonale. Non è mio compito né quantomeno mio desiderio dare una valutazione giuridica sulla vicenda, sarà il Tribunale amministrativo federale a dire l’ultima parola su questa incresciosa vicenda. Allo stesso tempo la vicenda è troppo seria per scadere in luoghi comuni o per fare del qualunquismo sui rapporti che possono intercorrere tra parte del mondo dell’economia, l’amministrazione cantonale e la politica. Ci sono però aspetti di questa appaltopoli grigionese – così si è chiamata questa vicenda dei cartelli – sui quali è opportuno riflettere, anche il 1° agosto.

A ragione il Cantone dei Grigioni viene paragonato a una piccola Svizzera grazie alle sue tre lingue e culture cantonali. Anche nel nostro Cantone le istituzioni hanno la stessa valenza, lo stesso ruolo di quello delle istituzioni federali a livello nazionale. La loro credibilità è vitale per il loro buon funzionamento. Ben venga quindi il ricambio ai vertici dei singoli dipartimenti cantonali che avverrà dall’anno prossimo con il nuovo Governo. Perché democrazia significa anche ricambio dei responsabili a livello politico e istituzionale perché sinonimo di trasparenza. I Grigioni sono stati purtroppo uno degli ultimi cantoni a dotarsi di una legge sulla trasparenza. In base al principio della trasparenza i cittadini possono richiedere all’amministrazione cantonale atti che li riguardano. La richiesta all’accesso a queste informazioni può essere negata solo se vi sono interessi pubblici preponderanti per farlo.

Trasparenza va a sua volta a pari passo con informazione. Tra le tante cose scontate della nostra regione vi era pure il nostro settimanale “La Voce del San Bernardino”. Disporre di media – a giusta ragione definiti il quarto potere – che sono in grado di giocare il loro importante ruolo di informare i cittadini è vitale per la nostra democrazia diretta. Scampato il pericolo dell’insidiosa iniziativa della “No Billag”, sarà ora nostro compito trovare soluzioni per garantire alla nostra minoranza un’informazione di qualità anche a livello regionale e cantonale. Disporre di media forti è il migliore antidoto per evitare che un’altra appaltopoli si ripeta nel nostro Cantone e perché i cittadini si sentano partecipi della cosa pubblica.

Festeggiare il 1° agosto significa rinnovare la promessa vicendevole ad impegnarsi in favore proprio della cosa pubblica, affinché le tante cose scontate che fanno parte della nostra quotidianità continuino ad esserlo. In questo senso rivolgo un sincero ringraziamento a tutti coloro, e sono veramente tanti, che in un modo o nell’altro si impegnano per la nostra comunità, prodigandosi per esempio nel volontariato, in società sportive e culturali oppure ricoprendo una funzione politica nei nostri Comuni o nella nostra Regione.

Viva la Croce bianca in campo rosso simbolo della nostra Confederazione e di solidarietà. Viva la Svizzera!

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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