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Regionale
mercoledì 15 agosto 2018.
Una giovane alla ribalta politica
di Silva Ponzio

A seguito dell’esito positivo del referendum promosso dal movimento "un Cher per Rorè", noi Roveredani potremo esprimerci direttamente sulla vendita dei terreni pubblici all’immobiliare Alfred Müller AG, approvata dal Consiglio comunale nelle scorse settimane.

Saremo chiamati al voto non per legittimare il proseguo delle trattative con tale ditta, come accaduto in precedenza, ma per convalidare o opporci alla vendita stessa dei terreni.
Poiché desidero candidarmi alle prossime elezioni comunali di novembre, ritengo sia d’obbligo prendere una posizione chiara su questo tema, poiché emblematico della direzione che si desidera intraprendere per lo sviluppo del paese.
Abbiamo seguito tutti con entusiasmo lo smantellamento dell’autostrada e partecipato, negli scorsi anni, a incontri informativi sui diversi progetti che per un certo periodo sembrava dovessero essere sottoposti ai cittadini. Oggi ho l’impressione che quell’entusiasmo e quella pluralità di approcci siano stati ridotti alla silenziosa accettazione di una sola opzione, che non risponde a mio avviso a quella che era stata la visione di una ricucitura intesa come riappropriazione del centro di Roveredo da parte dei suoi abitanti.
Oggi ci ritroviamo a dover decidere in modo definitivo quale sarà (e non più solo potrebbe essere) lo scenario che avremo davanti agli occhi quotidianamente. Al di là delle diverse posizioni che possiamo avere, alcuni elementi dovrebbero unirci in un voto unanime, che impedisca tale vendita e ci permetta di valutare con coraggio come vogliamo intervenire sull’area dell’ex autostrada. In primis, il fatto che l’approvazione di un progetto dovrebbe sempre avvenire dopo l’analisi e la valutazione di più alternative. Queste alternative (peraltro molto concrete) esistevano prima ed esistono oggi. Purtroppo tutte, tranne quella che senza il nostro "no" diverrebbe definitiva, sono finite nell’oblio. Con loro, sono finiti nell’oblio anche i progetti di un centro paese con spazi di incontro e strutture aggregative, definito secondo i bisogni e i desideri dei suoi abitanti. Così facendo, ci stiamo lasciando scivolare dalle mani un’occasione unica per dare a Roveredo delle strutture (area pedonalizzata, strutture sportive e per eventi etc.) che la rendano viva e non piegata su se stessa, come troppo spesso appare oggi. Non ho dubbi sul fatto che Roveredo abbia – se lo vuole – le necessarie competenze per ideare, pianificare e realizzare un altro tipo di progetto, che finalmente gli ridia attrattività. Sono certa che la cementificazione attualmente prevista non risponda invece minimamente a questo tipo di bisogno, ma anzi allontanerebbe ancora di più la popolazione dal partecipare alla vita del paese.
Data l’irripetibilità di questo voto, mi auguro davvero che tutti noi Roveredani chiederemo di poter scegliere tra alternative diverse e più attrattive. Che potremo confermare con il nostro "no" di voler decidere noi in che paese abitare, dimostrando lungimiranza per le generazioni future e, perché no, un po’ di sano orgoglio.

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Un fiocco di neve è una delle creazioni più fragili di Dio, ma guarda che cosa possono fare i fiocchi quando si attaccano insieme!

(Anonimo)

 
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