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Lettere dei lettori
venerdì 17 agosto 2018.
Automobilisti, ciclisti e gallerie
di Giuseppe Cerutti

Questa mattina, erano le 11, transito con la mia automobile nella galleria “Val d’Infern” tra Grono e Molina-Buseno. Provengo dalla soleggiata Mesolcina, quindi come spesso capita, i primi metri all’interno sono più che in penombra.

Improvvisamente, e non è la prima volta e purtroppo non sarà l’ultima, mi trovo davanti, a pochi metri, un (una, e chi lo sa?) ciclista. Nessun segnale luminoso, nessun catarifrangente o altro. Freno, sorpasso, continuo. Ma poi mi domando: ma perché anche alle biciclette non viene imposto l’obbligo di un minimo di equipaggiamento del tipo fosforescente? Oppure perché, nel caso della galleria appena citata, non si obbligano i ciclisti a salire sul marciapiedi? Va bene mettere il cartello “attenzione alle biciclette”, ma sicuramente non basta. Non ho nulla contro chi usa la bicicletta: negli anni ’60 del secolo scorso, pedalavo quattro volte al giorno da Bodio (Leventina) al Ginnasio di Biasca, e guai a non avere targhetta, campanello e luci, davanti e dietro. E oggi?

Giuseppe Cerutti, Braggio

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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