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Lettere dei lettori
domenica 16 settembre 2018.
Appello ai Mesolcinesi. E perché no, anche ai Calanchini. E perché no, al mondo intero.
di Alfredo Parolini

Ci stanno devastando la valle, e noi li aiutiamo. Come? Semplicemente perché li lasciamo fare. Borbottiamo di continuo contro quest’invasione dei burocrati scalda sedie, che nulla sanno e conoscono, e manco si informano su questo territorio dove noi viviamo. Fanno e disfano a loro piacere, sembra quasi a dipendenza di come si alzano al mattino, e tutto ciò non è giusto, non va bene.

Sto parlando principalmente di San Vittore e Roveredo. La ricucitura, a Roveredo è diventata una storia molto triste. Tutto lascia supporre ad una mera speculazione, approvata dai nostri rappresentanti, comune e cantone. Persone elette dai Roveredani, e che si arrabbiano pure, perché , Un Cher per Rorè non accetta questo sopruso. Dico sopruso, perché per Rorè ci vuole qualcosa di più che un supermercato e case di appartamenti. Martoriati dalla strada invasiva per decine di anni, si vuole martoriare ancora con il via vai di macchine, usate per fare la spesa e per raggiungere gli appartamenti. Volere un centro d’incontro, che potrebbe essere un parco, un centro di svago. Poi come allestirlo lo lascio a voi. Insomma, qualcosa che dia colore e non il grigiore che lascia solitamente la speculazione. Una cosa analoga sta succedendo in Bassa, San Vittore. Stanno sconquassando la natura solamente per fare un biotopo. Non c’è peggio che voler trasformare lo stato naturale. Una zona per passeggiate, sotto una pineta che mantiene fresca la temperatura, tranquilla, dove ci si incontra, si passeggia, ci si rilassa. Ora, dopo tutto questo rivoltamento che dura da mesi, e sembra un campo bombardato, ci sarà un bel laghetto dove prolificheranno le zanzare e che quindi non ci si potrà più avvicinare. Che valutazione hanno fatto i laureati dell’Ustra? Si sono preoccupati, o hanno chiesto informazioni, sugli interessi della popolazione che vi abita? Se fanno più danni che utile? Non credo. Anzi, credo che si sentano troppo superiori per chiedere. Se è poi vero che vogliono devastare anche la sponda sinistra del fiume Moesa, questo a mio modo di vedere, implica proprio la scarsità di queste persone di vedere oltre il loro ego. Un territorio veramente bello, appagante per chi cerca la tranquillità, staccarsi dalla rumorosa, puzzolente e stressante vita “laboriosa”. Lasciarsi cullare dolcemente nella pace di un sentiero all’ombra di un magnifico e profumato bosco. L’appello va quindi alle autorità per principio, a tutti gli enti che vi ruotano attorno, a tutti i gruppi che lottano per il benessere, il mantenimento naturale di tutto ciò che ci circonda. Vorrei far aprire gli occhi a quelli che rintanati in un ufficio, gli occhi sullo schermo e fanno passare migliaia di informazioni, cartine, e non si degnano minimamente di andare nei luoghi che devastano e per rimanerci, per almeno un mese. Con il sole, l’acqua, la neve, il vento. E vedano con i loro occhi e sentano cosa stanno rovinando e che rendono tutto un groviglio di inquinamenti. E poi per finire, di ricordarsi che usare i soldi dei contribuenti è un servizio che va fatto con giudizio. Io sono sicuro che dove ci sono già dei negozi, oltretutto di casa nostra, e ci sono già dei palazzi, e che a pochi chilometri ci sono parecchi supermercati, e palazzi, tutto ciò è inutile, ed è deturpante. Stessa cosa in Bassa. Se lo stato attuale offre già tutto ciò che ci può servire, basta con i continui rivoltamenti, la natura ne risente e non poco, e noi che ci viviamo dobbiamo subirne le conseguenze. Un cher pèr Rorè, è l’esempio lampante di come non bisogna lasciarsi turlupinare da questo manipolo di persone, si laureate, ma completamente ignoranti per ciò che riguarda una vita decorosa. Quindi, diciamo basta tutti assieme a questi soprusi, fermiamo le ruspe e riprendiamo il controllo del nostro territorio. Lo so che alcuni dei nostri sono pro a queste nefandezze, ma non faranno mai la maggioranza. E allora avanti, senza timore. Dimostriamo chi e ciò che siamo, con calma, ma decisi. Chi verrà dopo di noi potrà sicuramente godersi un po’ di più la vita. Più salutare, tranquillo e benefico. Perché poi, tra qualche annetto, come la ricucitura, anche negozi e palazzi saranno da demolire o rimarranno scheletrici, senza più un uso serio. E ancora una volta ci saranno litigi, incomprensioni e l’egoismo. Quindi Mesolcinesi e Calanchini, datevi la mano, e dimostrate che al vostro territorio ci tenete. Statemi bene.
Alfredo Parolini, Mesocco

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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