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Politica
domenica 16 settembre 2018.
L’iniziativa sull’insegnamento delle lingue nei Grigioni va respinta con convinzione
di Rodolfo Fasani, granconsigliere retico

Siamo un Cantone trilingue, siamo un Cantone con i nostri obblighi e i nostri doveri. Siamo svizzeri e dobbiamo essere un esempio a livello svizzero. Dobbiamo essere come si dice spesso una Svizzera in miniatura.

Un Cantone quindi che non fa compromessi a mio modo di vedere e che non si deve sentire inferiore a nessuno. Siamo, o meglio i nostri scolari lo sono, intelligenti abbastanza da essere al pari degli altri ragazzi e possono imparare due lingue cantonali e che l’altra è l’inglese. Ora una breve digressione in quanto, per chi non si fosse ancora accorto io sono un sentimentale sotto questo aspetto e sono innamorato della mia lingua.
“L’italiano è meraviglioso”, questo è il titolo scelto dall’editore Rizzoli per un romanzo di Claudio Marazzini, presidente della Crusca. Si dice che appunto l’italiano è meraviglioso, non solo per chi parla l’italiano, ma anche per l’orecchio straniero che lo ascolta. La lingua italiana piace e suona bene, da sempre ha tante orecchie, basterebbe a questo proposito rimandare a un altro importante libro di un noto linguista tedesco che aveva definito l’italiano “la lingua degli angeli”. Intendiamoci bene, nell’epoca della globalizzazione ad essere in difficoltà di fronte alla dittatura dell’inglese, che in sostanza mette a rischio tutti allo stesso modo, non c’è solo l’italiano. Ultimamente abbiamo avuto il piacere di avere nel Comune di Lostallo, all’inaugurazione della nuova scuola, il neoeletto Consigliere federale Ignazio Cassis, e il nostro Consigliere di Stato Martin Jäger. Ambedue nel loro discorso hanno messo gli accenti particolari sulla Svizzera italiana, che non è solo Ticino, ma anche noi delle quattro Valli Grigioni italiane. Loro hanno voluto sottolineare il gioiello appartenente al Cantone dei Grigioni che è il plurilinguismo e la coscienza di fungere da modello di apprendimento delle lingue per tutta la Svizzera. Non scendere a compromessi vuol dire per noi respingere con convinzione l’iniziativa sulle lingue straniere. E respingere anche ogni forma di controprogetto. Non mostriamoci deboli e fragili verso l’esterno, sarebbe un errore grave. Non spostiamo le decisioni che ormai sono mature da tempo e vanno prese, vanno prese con coraggio. Facciamoci vedere uniti come Parlamento. Dimostriamo quel necessario coraggio che ci vuole nel trattare l’iniziativa che lede i diritti delle minoranze. Facciamoci vedere forti nella difesa della nostra identità che ci fa apparire forti non solo nei Grigioni ma in Svizzera e addirittura in tutto il mondo. Io sono per l’entrata in materia e per il rigetto dell’iniziativa. Votiamo NO all’iniziativa sull’insegnamento delle lingue straniere il 23 settembre.

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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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