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Politica
martedì 18 settembre 2018.
Prima i nostri, anzi prima le nostre ... lingue!

In un paese civile le divergenze si risolvono con il dialogo! Dialogo a volte anche aspro ma proficuo se chi vi partecipa ha come scopo finale il benessere comune!

Dibattito alla televisione sulla votazione del 23 settembre riguardante l’insegnamento della lingua italiana.
Ho ascoltato dapprima con interesse e poi a mano a mano che la discussione progrediva e gli interlocutori, almeno i fautori dell’inglese a discapito dell’italiano, si arrampicavano sempre più stancamente sugli specchi, sempre più sbalordito non riuscendo a capire come mai l’italiano, lingua nazionale e una delle tre lingue del cantone, venisse indicata come lingua straniera!
Il tedesco, il francese, l’italiano e il romancio sono lingue nazionali svizzere, non sono lingue straniere e andrebbero imparate come si impara la matematica o la storia. Sono l’essenza, sono la ricchezza più grande della Svizzera!
Sono la dimostrazione lampante del grado di integrazione raggiunto in questo paese! Considerare l’italiano o un’altra delle tre lingue come una lingua straniera è rinnegare la storia e le lotte di tutti quelli che credettero nel modello svizzero!
Il Modello!
Niente contro la lingua inglese, la parlicchio anch’io, ma quella, essendo davvero una lingua straniera, si può imparare con tutto comodo, senza stressare i nostri ragazzi che già hanno tante materie pesanti da studiare! E, comunque, perché stravolgere una situazione che già adesso funziona e che dà ottimi risultati?
Tempo fa il direttore dell’ente turistico cantonale definì l’italiano una lingua folcloristica senza considerare il fatto che quella lingua era anche la sua lingua ed è quella che parla una parte del suo cantone, la lingua della cultura e della musica, la lingua che tutti quelli che amano le arti vorrebbero parlare!
La lingua di Dante, di Guicciardini, di Pascoli, la nostra lingua!
Difendiamo la nostra identità, andiamo tutti a votare e votiamo no all’iniziativa contro l’italiano!
Anche noi diciamo "prima le nostre"!


Giuseppe Russomanno
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“Non possiamo controllare le malelingue degli altri; ma una vita retta ci consente di ignorarle.”

Catone il Censore

 
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