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Lettere dei lettori
sabato 6 ottobre 2018.
Credo in un paese forte e unito
di Silva Ponzio

Pubblichiamo la lettera di un’altra giovane che si affaccia alla vita politica.

Care compaesane e cari compaesani,
il 28 ottobre saremo chiamati a eleggere il nuovo esecutivo e il nuovo Consiglio Scolastico. Come candidata per il Municipio della lista RorèEtica, desidero illustrarvi i temi che più mi stanno a cuore. Questo per trasparenza e affinché possiate scegliere in piena consapevolezza chi reputate più adatto a rappresentarvi durante il prossimo quadriennio.
Roveredo ha vissuto, nell’ultima legislatura ed in particolare nel corso degli ultimi mesi, una fase estremamente delicata, contraddistinta da profonde spaccature. Quanto accaduto ha consentito a tutti noi di toccare con mano le pericolose conseguenze di un mancato dialogo. I toni spesso sopra le righe e le accuse reciproche hanno provocato lacerazioni sanabili esclusivamente con la ripresa del dialogo. A mio avviso dunque, è proprio dal tema del dialogo che dobbiamo ripartire ed è imperativo tornare a dibattere in maniera costruttiva immediatamente. Chi desidera fare il bene della collettività deve avere la capacità di considerare le idee altrui non come una minaccia, bensì come una risorsa. Solo grazie all’ascolto e alla riflessione è possibile analizzare le situazioni con la necessaria lucidità e concretezza, imprescindibili per formulare soluzioni che vadano a favore di tutta la comunità.
Come vostra potenziale rappresentante, sono ben cosciente di non detenere tutte le soluzioni ai molteplici problemi di Roveredo. Vi posso però garantire che la mia candidatura trova i fondamentali nell’ascolto e nel contatto diretto con la popolazione, nell’impegno e nel rigore, poiché sono fermamente convinta che solo grazie a questi presupposti sia possibile tradurre i bisogni reali in atti concreti.
Vi propongo dunque un progetto comune, basato sul rispetto reciproco e che metta al centro le persone. I giovani, che scalpitano per avere dei servizi (vedi nuovo centro giovanile, piscina e infrastrutture sportive) di cui hanno necessità e diritto; le famiglie, che devono sentirsi supportate e non ostacolate; gli anziani, che meritano spazio, attenzione e rispetto.
Credo in un Rorè capace di valorizzare il suo centro (perché diventi luogo di ritrovo e non solo di passaggio) e il suo patrimonio storico – culturale. Un Rorè capace di preservare le sue aree verdi e di promuovere servizi accessibili per tutti. Un Rorè capace di riconoscere l’enorme potenziale e valore dei suoi artigiani e di supportare le sue associazioni. Un Rorè, infine, che sappia dialogare con gli altri Comuni del Moesano e che con lungimiranza riesca a far fronte ai cambiamenti repentini, reagendo con tempestività a quelle che già oggi sono reali necessità (vedi asilo e scuole).
Un Rorè forte e compatto, che si riconosca in un’identità comune e che voglia attivamente progettare il proprio futuro.

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Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

(Anonimo)

 
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