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Regionale
domenica 14 ottobre 2018.
Rorè:«Festa de l’Árbol» e inaugurazione della grat restaurata
di Lino Succetti

La «Festa de l’Árbol» 2018 domenica 14 ottobre è stata organizzata quest’anno a Roveredo, con il castagno e i suoi frutti come protagonisti e una grande affluenza di pubblico durante una giornata caratterizzata da un bel clima autunnale.

Si è giunti alla quinta edizione dell’ormai consolidato appuntamento autunnale di anno in anno itinerante nei vari villaggi di Mesolcina e Calanca, con il tradizionale mercato e le gradite note musicali della Filarmonica di Rorè, della bandella Smargasc e del gruppo corni delle alpi Eco della Mesolcina.


La scelta «Festa de l’Árbol» 2018 a Roveredo è stata fatta in particolar modo per mostrare a tutti la suggestiva selva castanile del Pian de La Madona per l’occasione in gran parte occupata da molte bancarelle del mercato e in particolar modo per l’inaugurazione della grat comunale (in altri luoghi chiamata anche graa, gree…) nella frazione di San Fedele, una costruzione del tempo che fu e probabilmente già usata allo scopo e che ora si presenta ben restaurata, tra l’altro con la lavorazione della carpenteria in castagno completamente lavorata a mano e secondo i dettagli del tetto precedente, ricoperto in piode.


Come spiegato nel Vocabolario del dialetto di Roveredo GR redatto da Pio Raveglia, la “GRAT, s.f., è un piccolo stabile in vivo, con focolare e pavimento di stérn al piano di sopra, attraverso il quale passano il calore e il fumo per far seccare le castagne ivi deposte negli appositi graticci (da qui il nome grat): pizzaa el féch in la grat per faa secaa i castégn”.

Come da antica tradizione il calore è prodotto attraverso una combustione lenta e costante di legno e di scarti vegetali di castagno, quali ricci e bucce, appositamente conservati dall’anno precedente.


Durante la presentazione del manufatto è stato ricordato come anche da noi le castagne sono state per secoli uno dei pilastri dell’alimentazione. La loro raccolta coinvolgeva tutta la comunità ed era un momento importante perché garantiva la sussistenza per buona parte dell’anno. I preziosi frutti si consumavano freschi ma in special modo si conservavano anche per molti mesi, grazie all’essiccazione.


Oggi la castagna ha un ruolo marginale nell’alimentazione, ma si riscoprono tradizioni, ricette e territori ad essa legati. Le selve castanili da decenni abbandonate ed inselvatichite vengono ripristinate e valorizzate, si fa l’inventario dei castagni monumentali, si creano nuove specialità gastronomiche.

Tutto ciò, compresa la collaudata «Festa de l’Árbol», a salvaguardia di queste preziose testimonianze paesaggistiche e di cultura rurale locale legate al territorio e alla coltivazione del castagno.


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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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