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Politica
giovedì 18 ottobre 2018.
Un colpo di pedale a favore delle vie ciclabili
ORA DELLE DOMANDE – SESSIONE DI OTTOBRE 2018

Lo scorso 23 settembre il popolo svizzero ha dato un colpo di pedale a “vie ciclabili sicure” inserendo a pieno titolo la bicicletta nella Costituzione e promuovendo con ciò lo sviluppo di vie ciclabili su tutto il territorio nazionale.
Nel mio Comune e nella regione sono sempre stato promotore di infrastrutture a lunga percorrenza per quanto concerne la mobilità lenta; il risultato della votazione mi conforta e i risultati sono stati al di sopra della media svizzera (GR 75.99% SI; Regione Moesa 80.37% SI).
Pensare però che la realizzazione risulti automatica senza che il Cantone e le regioni facciano la loro parte sarebbe del tutto illusorio; la politica grigionese deve ora approfittare del momento favorevole e del segnale ricevuto da Berna.
Bisogna pur riconoscere che il Cantone dei Grigioni nell’ultimo decennio ha creduto molto nel marchio “Graubünden Bike” investendo parecchie risorse in ambito turistico e sportivo, inoltre nel corso del 2018 è stata pure avviata una procedura di consultazione relativa al piano settoriale cantonale dei percorsi ciclabili.
Ora parliamo però di investimenti di opere pubbliche a beneficio dell’intera società e del nostro benessere progettando vie sicure negli spostamenti quotidiani casa-lavoro sia nei centri che nelle regioni periferiche.
Chiedo pertanto al Lodevole Governo quanto segue:
- Esiste un inventario di progetti pianificati nel nostro Cantone?
- Qual è la visione del Governo nella creazione di piste ciclabili per i prossimi 4 anni?
- Come ritiene muoversi il Governo per destinare le necessarie risorse finanziarie a livello cantonale? Secondo quali parametri potranno essere assegnati alle regioni?

Samuele Censi, Granconsigliere

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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