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Cultura
lunedì 22 ottobre 2018.
TERMINA DOMENICA, AFFRETTATI…
di Teresio Bianchessi

Le sirene della pubblicità

E’ lo slogan di una fabbrica di divani, quella, per intenderci, “degli artigiani della qualità” che non ci perdono di vista nemmeno per un giorno ricordandoci premurosamente che “l’offerta scade domenica”.
Indubbio che alle scadenze bisogna prestare attenzione, resta però il fatto che, una più una meno, le settimane dell’anno sono circa 52 e questi signori riescono a crearci, ogni sacrosanto lunedì dell’anno, l’ansia del bisogno e dell’acquisto.
Una volta si andava a negozio al cambio di stagione: impermeabile a primavera, pantaloncini e magliette in estate, golfino in autunno, cappotto in inverno e ognuno aveva il suo negozio di riferimento dove ritrovava il commesso che conosceva tasca e gusti del proprio cliente.
Il tutto si svolgeva con garbo, serenità e il “dling” del campanellino della porta che si richiudeva alle spalle, benediva la soddisfazione di quella mattinata.
Da molto tempo non è più così, fare compere è come giocare in borsa e le “grida” arrivano da più direzioni: dai centri commerciali, dagli outlet, dalle vendite on line e accade così che il maglione griffato che oggi hai comperato con il 57% di sconto, l’indomani una mail dello stesso negozio ti informa che avresti potuto acquistarlo con un ulteriore + 20% .
Frustrante vero?
Non parliamo poi dei gestori della telefonia.
La scorsa settimana, in un centro commerciale, ho visto code interminabili davanti allo stand della francese “Iliad” attirati dall’offerta: “50 giga a € 6,99 per sempre” offerta che continua (leggo in internet) per altri 50.000 potenziali nuovi utenti.
In galleria naturalmente presenti anche Tim, Vodafone, Fastweb, Wind etc. che danno battaglia a suon di sms, scatti alla risposta, giga e altre diavolerie.
Pubblicità, pubblicità, offerte, super sconti, sconto sullo sconto, vantaggi inimmaginabili, punti, punti fragola, omaggi, ti regalo questo e quest’altro e in più una coperta e 12 bottiglie di verdicchio.
C’è bisogno di una settimana di ferie.
Sì, perché qualora si voglia davvero valutare la bontà delle tante offerte, occorre tempo per saltare da una catena all’altra, fotografare prezzi, etichette per poi trasportare tutto su un foglio Excel per gli opportuni raffronti.
Concordate che non si può vivere così!
Forse la pubblicità questo lo sa, ecco allora spiegata l’insistenza: …affrettati che scade domenica… che è illogica, palesemente non credibile, ma se il produttore investe così tanto in questo bombardamento mediatico, vuol dire che il tornaconto c’è.
“Affrettati”, contiene però del vero ed è l’invito a programmare in anticipo i nostri desideri e se si tratta di viaggi, vacanze, convenienza si trova e sta nel fatto che il venditore incassa anticipatamente i nostri acconti e meglio pianifica i suoi budget.
Il resto del nostro shopping compulsivo finisce invece col riempire gli armadi di roba che al cambio di stagione porteremo nel cesto in parrocchia.
Come sfuggire allora alle sirene della pubblicità?
Legandoci, come fece Ulisse, all’albero maestro della sobrietà.

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„I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.“

Platone

 
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