• 13570 Street bottles art!
  • 13536 Stocca ... fissi!
  • 13504 La strada del San Bernardino in mostra all’Ospizio
Comunicati
martedì 13 novembre 2018.
Modello integrazione professionale, Grigioni pioniere

(ats) Si chiama "Teillohnplus" ed è il nuovo modello per l’integrazione professionale dei rifugiati testato con successo nel Cantone dei Grigioni: una valutazione della Scuola universitaria professionale di scienze e arti applicate di Lucerna ha rilevato che oltre l’80% dei partecipanti ha trovato poi un impiego fisso o iniziato una formazione professionale.

L’integrazione nel mondo del lavoro dei rifugiati e delle persone ammesse temporaneamente, si legge in una nota dell’Università di Lucerna, rappresenta da sempre una grande sfida per la Svizzera: anche dopo cinque anni, queste persone hanno una probabilità tre volte inferiore rispetto alla popolazione autoctona di trovare lavoro. Questo è il motivo per cui la Confederazione e i Cantoni hanno concordato un programma comune di integrazione.

Un ruolo da pioniere nell’adozione di Teillohnplus è stato svolto dal Cantone dei Grigioni, dove il progetto è in marcia dal 2015. Come funziona? I partecipanti lavorano in un’azienda per un anno e mezzo ricevendo solo una parte dello stipendio, che viene integrata dall’assistenza sociale. Il salario aumenta gradualmente da 500 a 2500 franchi. I partecipanti hanno modo di acquisire esperienza e i datori di lavoro si impegnano affinché questi si qualifichino professionalmente.

Quattro su cinque integrati con successo

L’Università di Lucerna ha valutato i risultati del progetto pilota nei Grigioni tra il 2015 e il 2018: dopo aver completato il percorso, l’84% dei partecipanti ha trovato un impiego a tempo indeterminato (63%) o iniziato un apprendistato (21%). "Sebbene il numero relativamente basso di 57 partecipanti non consenta una valutazione definitiva, il tasso di successo è notevole", afferma il direttore del progetto Daniel Schaufelberger.

Rispetto ad altri programmi di integrazione lavorativa, il modello è anche relativamente economico: ricevendo i salari fin dall’inizio, i partecipanti sono meno dipendenti dall’assistenza sociale e le casse pubbliche ne escono alleggerite. "Molti rifugiati vogliono guadagnare denaro il più rapidamente possibile - spiega Schaufelberger - mostrare loro che questo investimento è più utile che avere un posto di lavoro a bassa retribuzione è fondamentale per l’integrazione lavorativa sostenibile".

I partecipanti sono stati principalmente impiegati da PMI, per la maggior parte nel settore alberghiero e della ristorazione (40%), edilizia e metalcostruzioni (13%), assistenza sanitaria (11%) e altri settori come informatica o commercio al dettaglio (36%). Non mancano i controllori sul raggiungimento degli obiettivi professionali come sugli stipendi, in modo da ridurre un eventuale rischio di dumping salariale. Il modello, aggiunge la nota dell’università, è facilmente trasferibile ad altri cantoni.

top

“Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato.”

Epicuro

 
Sponsors