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giovedì 29 novembre 2018.
Un’opportunità per una Roré dove si possa vivere bene

Quando mi è stata proposta la candidatura per il consiglio comunale di Roveredo e dunque un impegno politico in prima persona, la mia reazione, è stata, quella di dire “no grazie”.

Tante le perplessità. Non ho una tradizione politica alle spalle e non ho l’approccio politico delle cose, continuo ad essere un’ ”operatrice” del settore sanitario nella testa e nel cuore. Dunque, la richiesta di candidarmi mi ha spiazzato un poco, considerando l’impegno di consigliera comunale una cosa più grande di me.
Poi, col passare dei giorni, grazie anche alle “pressanti” ed amichevoli sollecitazioni di alcune persone, ho maturato la consapevolezza di accogliere l’invito. La mia prima reazione di rifiuto non era dettata da chissà quali motivazioni populiste di antipolitica che stanno alla base oggi. Ma, dal fatto che ho sempre voluto tenere divisi, separati, i ruoli di responsabile di un Servizio pre ospedaliero e di “politico”. In questi giorni di attenta riflessione, invece, sono arrivata alla conclusione che è anche giusto che in un consiglio comunale ci siano delle figure femminili per una complementarietà tra i generi, per le capacità di empatia, di comunicazione, di prospettiva e maturità che generalmente ci contraddistingue.
Ho pensato che, in fondo, una soccorritrice non è dall’altra parte della barricata: basterebbe continuare a fare quello che si è fatto. Se da soccorritrice ho raccolto il dolore, l’angoscia, la paura di molte persone, posso impegnarmi anche in prima persona nella soluzione dei tanti problemi che investono una realtà come quella di Roveredo.
Candidarsi a volte è una scelta di convenienza per raccoglierne dall’accresciuto potere un profitto, avendo “le mani in pasta”. Ecco questo sicuramente non è una cosa che mi concerne. Mi candido per un senso di responsabilità verso il nostro paese e le persone che hanno condiviso e stanno condividendo un percorso sociale, civile e politico. Non può morire la speranza per una Roveredo migliore, dove a volte abbiamo toccato il fondo. Vorrei che il riscatto cominciasse da qui, dalla civitas, dal popolo, come dalle istituzioni. Vorrei continuare a contribuire concretamente alla costruzione di una comunità più forte e solidale, capace di ascoltare e valorizzare le competenze e le esperienze degli altri per preparare un avvenire più sicuro per tutti. Consapevole che questa è una prospettiva che nessuno può realizzare da solo e in cui nessuno si deve sentire escluso.
Desidero una RoréViva, desidero una Roveredo dove si possa vivere bene!
Nives Grassi
candidata CC RoréViva – lista 2

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„La virtù, la sanità fisica, ogni bene e la divinità sono armonia: perciò anche l’universo è costituito secondo armonia. Anche l’amicizia è uguaglianza armonica.“ —

Pitagora

 
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