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Lettere dei lettori
giovedì 29 novembre 2018.
Intelligenza è adattarsi al cambiamento

Care concittadine, cari concittadini, domenica 2 dicembre 2018 saremo chiamati a eleggere i rappresentati del popolo in seno al consiglio comunale.

Contrariamente a quanto spesso si crede in un comune non è il municipio che detiene il potere bensì proprio il consiglio comunale in quanto rappresentante del popolo sovrano, inutile dire che in questo consesso si decidono le sorti del paese.

Per questo motivo è di fondamentale importanza che ogni cittadino faccia uso del proprio diritto politico ed esprima la propria preferenza, poco importa per quale corrente politica si voti, quello che conta realmente è che tutta la popolazione sia rappresentata con le proprie idee e peculiarità.

Sono proprio le idee giuste o sbagliate che siano che portano avanti un sano dibattito politico basato sul rispetto reciproco ed indipendente dall’ideologia politica.

Sfortunatamente da molto tempo non siamo più abituati a fare questo.

Il territorio di Roveredo nei prossimi anni subirà dei cambiamenti importanti, piccoli e grandi progetti si intravedono all’orizzonte e di questo dobbiamo esserne consapevoli, non possiamo fermare il progresso, tuttavia se condivideremo le nostre i dee con quelle degli altri riusciremo ad ottenere il meglio per il nostro paese ed i suoi cittadini.

Il progetto di ricucitura, la costruzione di nuove strade, il miglioramento dei servizi di emergenza e la collaborazione intercomunale, sono solo alcuni dei temi che il gruppo Rorè Viva intende portare avanti, tutto questo con lo scopo unico di regalare al cittadino qualità di vita.

Sono fermamente convinto che il comune di Roveredo abbia un potenziale elevatissimo in molti ambiti, non sprechiamo l’ennesima occasione di essere gli artefici del nostro destino, la paura, l’immobilismo e l’indifferenza non devono più appartenere a questo paese.

Cadlini Giovanni

Candidato al Consiglio Comunale Gruppo Rorè Viva

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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