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Cultura
martedì 11 dicembre 2018.
CROCEBIANCA IN CAMPO ROSSO
Di Clemens a Marca

Poeti di casa nostra!

Disse ’na bandieretta al gonfalone
issato dai soldati sul pennone:

- Ieri t’ho visto sai?
fiero svettar davanti al battaglione
schierato sull’attenti dirimpetto
al Maggiore sulla jeep, eretto
teneva allocuzione.

“ E Tu dov`eri ? “ replicò il gonfalone
- Io stavo in mano a ’na bambina,
mi sventolava e nell’altra
stringeva tre candidi bucaneve.-

“Bucaneve ? per far che ?”
chies’egli stupefatto.
- Per Mamma e Papà, uno ciascuno,
il terzo per far Festa e gli scongiuri
che mai venga guerra - per nessuno.-

“Sciocchezze bandieretta !
Anche se scoppiasse, tienti ben in testa,
che io non tremo - chiaro ? ”
- Certo, - annuì Bandieretta

e un po’ dimessa aggiunse : - Temo
che m’abbrucierebbero in catasta,
di Te tengan buona sol l’asta,
e il panno lo dipingono di nero.-


CaM, 21.1.2000.

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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