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Lettere dei lettori
venerdì 21 dicembre 2018.
No, caro Righini, prenditi le tue responsabilità!

Se c’è qualcosa che non amiamo è la polemica sterile a sinistra, non ce n’è proprio bisogno in questo momento, ma non possiamo nemmeno lasciar correre certe affermazioni del Presidente del Partito Socialista Igor Righini uscite in un’intervista su LaRegione. Righini ribadisce che il PC non è sufficientemente grande per costruire una lista comune al governo. Ne prendiamo atto: ci sembra un azzardo - anche solo aritmeticamente! - ma non possiamo far nulla per cambiare le idee dei vertici socialisti.

Ma poi Righini dichiara qualcosa che fa male e cioè che “i comunisti hanno rifiutato qualsiasi tipo di collaborazione anche per l’elezione del Gran Consiglio, nonostante la nostra disponibilità a fare una lista comune”. Si tratta di un’affermazione priva di fondamento, letteralmente falsa e di una scorrettezza grave, perché tenta di colpevolizzare il PC della confusione in cui versa in realtà il PS e che ha reso impossibile negoziare un accordo. Il PS, infatti, non è stato mai in grado in questi mesi di dirci quanti spazi erano disponibili sulla lista al parlamento per i candidati comunisti e in quali circondari.

Non si è mai aperta quindi una vera trattativa sul Gran Consiglio perché i dirigenti socialisti non sono mai stati in grado di portare dati certi e concreti su cui negoziare, ma sempre e solo dei forse e dei generici auspici! Inoltre discussioni di tipo programmatico non ne sono proprio mai avvenute. Il Partito Comunista ha insistito più volte sulla disponibilità di fare una lista unitaria della sinistra - senza mai escludere un’ipotesi di alleanza per il parlamento - ma il PS, se escludiamo i proclami propagandistici al loro Congresso di Arbedo per tenere buona la GISO (che giustamente chiedeva lumi sul mancato accordo) e la base unitaria, non ha saputo portare alcun elemento concreto in trattativa per favorire un’unità dignitosa per entrambi e di questo - lo ribadiamo - ce ne rammarichiamo.

Chiediamo ai dirigenti del PS maggiore correttezza nelle relazioni con gli altri partiti della sinistra e maggiore trasparenza anche per i loro stessi militanti che sono stati tenuti all’oscuro dei reali contatti intercorsi fra i vertici del PS e quelli del PC.

Partito Comunista

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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