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Cultura
giovedì 3 gennaio 2019.
…E PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’
di Teresio Bianchessi

Il primo giorno dell’anno, ricordato anche dai sacerdoti nell’omelia, è la “Giornata mondiale della pace” e quest’anno si è celebrata la cinquantaduesima edizione.

Ancora con l’albero e il presepe da smontare, gli avanzi di panettoni in credenza, i torroncini nella scatola dei dolci, le note di “…Astro del ciel…pargol divin” nel cuore, dobbiamo ricordarci delle tante guerre nel mondo.
Guerre e conflitti che noi europei ci siamo lasciati alle spalle da oltre settant’anni grazie all’Unione, e si fa fatica a capire come, ancora di questi tempi, ci siano politici che provino a minare l’istituzione.
Papa Francesco, occupandosene, ha rimarcato con chiarezza che i politici sono i veri artefici di guerra e pace, ammonendoli e dicendo loro che: “La buona politica è al servizio della pace”.
Non si capisce come potrebbe essere diversamente se lo comprendo anch’io, fortunato, nato subito dopo il secondo conflitto mondiale, che ho solo udito racconti di sanguinose battaglie, di bombardamenti, di rappresaglie, di stenti, di morti.
Eppure…
Senza scomodare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un, mi ha molto scosso l’annuncio di Vladimir Putin, diffuso a fine anno, col quale il Presidente della Federazione russa, annunciava al mondo di possedere: “Avangard” un missile balistico intercontinentale capace di trasportare testate nucleari a una velocità di punta che può raggiungere Mach 20, ovvero oltre 23mila chilometri orari.“
Annuncio col quale esprimeva anche una sua personale preoccupazione per una guerra nucleare!
“Si vis pacem, para bellum” è il consiglio di un ignoto autore di tempi lontanissimi.
Possibile che a distanza di millenni non sia possibile altra strategia?
In democrazia vince la maggioranza, se provassimo quindi, su questo assunto, a portare ad un voto referendario la popolazione intera del pianeta, pensate che i profughi, gli oppressi, i torturati, i reclusi, i perseguitati, ma più semplicemente padri e madri impegnati nello sbarcare il faticoso lunario siano favorevoli ad un conflitto?
Si ritorna ai politici, ai pochi!
Nel messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della giornata della pace si legge questa citazione: “Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» (Lc 10,5-6).
Forse potrebbe essere singolarmente salvifico, ma non basta.
Bisogna che l’invito di pace si diffonda e, perché no, anche con questa nuova forma di “democrazia social telematica” capace di propagare idee, creare consensi, raccogliere folle, come abbiamo visto recentemente per partiti sorprendentemente emergenti o gialli movimenti di protesta d’oltralpe.
I politici, ecco che torniamo a loro, l’hanno ben capito, taluni si muovono come “star influencers”, hanno milioni di followers che trasformano in discepoli.
Ecco l’auspicio di Papa Francesco e degli uomini di buona volontà: che usino queste nuove forme di potere e s’impegnino per una “… Buona politica al servizio della pace”.
Che sia così!

Buon 2019

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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