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Cultura
domenica 6 gennaio 2019.
e poi arriva lei... le scarpe nuove della befana

e poi arriva lei...
le scarpe nuove della befana
un giorno, presa da non so quale ispirazione, la befana si infilò dritta dritta dentro un negozio di scarpe di quelli grandi, luminosi e alla moda.
pare avesse intenzione di acquistare un bel paio di scarpe con il tacco a spillo alto fin lassù, che la slanciassero un po’.
al suo ingresso nel negozio ci fu un attimo di imbarazzato silenzio.
lei, per nulla intimorita, sorrise a clienti e commessi e cominciò a guardarsi intorno tra stivali, stivaletti e stivaloni; ciabatte, infradito e zoccoletti olandesi; scarpe da ballo modello charleston, scarpe da tennis, da corsa campestre o da rocciatore.
di nuovo sorrise a chi la guardava con sospetto e, imperterrita, continuò a cercare.
scovato il settore con il tacco, sbirciò tra scarpe di vernice nera lucidissima, scarpe scamosciate e in tela fru-fru; scarpe coi brillantini, coi lacci multicolor e con le fibbie in metallo, finché non trovò quel che cercava.
ne fu certa quando, guardandosi allo specchio, notò con allegria che stava sorridendo e un sorriso è sempre indizio di una certa importanza.
si trattava di un paio di scarpe nere, guarda un po’, come il carbone e già questo poteva bastare, ma lei si soffermò ad apprezzarne la tomaia e la suola, il plantare anatomico e le cuciture mica male. Infilò la destra e la sinistra nella scatola e passò alla cassa per pagare.
giunta a casa, la befana per prima cosa si cavò le sue vecchie scarpe, lasciandole sull’uscio; sfilò le calze con tutti i loro buchi, abbandonandole nel corridoio e sgranchì gli allucioni per prepararli alla loro nuova dimora.
con le scarpe nuove di fabbrica la befana aveva davvero un non so che di fascinoso e affascinante: un tacco alto così, la punta allungata colà e la caviglia avvolta colì.
peccato solo che al primo passo volò per terra con tutte le sottane a far da materasso!
al secondo tentativo stessa storia e le cose non migliorarono al terzo, al quarto e al quinto.
poco male – dirai tu – che tanto, svolazzando sulla scopa, il tacco non è più un grosso problema, ma la befana non era per nulla d’accordo. lei sui tacchi voleva ballare, piroettare, saltellare, come una stella del cinema e... ...e al trentasettesimo tentativo, con le ginocchia ormai rosse e tumefatte, la decisione fu irrevocabile.
con un rapido gesto del polso staccò di netto il tacco alto così. con le unghie a mò di artigli scucì per bene la punta della tomaia e col pollicione ne scavò un buco che ci passava un tram. con questo e quello fece quello e quell’altro e solo alla fine, indossate le scarpe nuove, si guardò allo specchio e di nuovo si vide sorridere.
laggiù in cima al piede l’alluce la salutava allegro e spensierato, felice di aver scampato il pericolo e da allora per sempre, come prima, più di prima, la befana indossò le sue belle, insuperabili scarpe rotte.
nuove, nuovissime, ma rotte come piaceva a lei!

© andrea valente

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“Bisogna spegnere la prepotenza più che un incendio.”

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