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Ricordiamoli - i nostri cari
martedì 8 gennaio 2019.
Alida Peduzzi: una luce che non si spegne

Non mi ricordo di aver incontrato Alida che non mi abbia salutata accompagnando le parole con un grande, inconfondibile sorriso. Soprattutto parole e sorriso veri, completi, non a metà, con totale partecipazione e mai con superficialità. Un tratto che poche persone possiedono e che tanto fa bene a chi le incontra. Ciò che mi fa credere che Alida sia stata una persona che abbia compiuto anche i gesti più comuni e quotidiani con attenzione e intensità. Come con intensità ha aiutato nelle opere buone, ha praticato il tennis, ha voluto bene a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di avvicinarla. Persone, quelle come Alida, che non si vorrebbero mai perdere ma che forse, proprio per questa attitudine verso gli altri, per quella luce che irradiano, compiono più in fretta delle altre quel cammino sulla terra che il destino ha loro assegnato. Come un sole che molto riscalda e che poi gentilmente se ne va spegnendosi. Ma non senza lasciare dietro di sè quella luce calda e bella che riscalda il cammino degli altri. E che ciò possa essere di consolazione a chi resta. Lo auguro di tutto cuore.

Nicoletta Noi-Togni

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Il Carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea della verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine.

(Michael Bachtin)

 
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