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Editoriale
martedì 29 gennaio 2019.
Fiducia e solitudine
di Giuseppe Russomanno

Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia.
(Ernest Hemingway)

Ricordo che da giovane insegnante per stimolare i sentimenti di stima e di fiducia reciproca tra compagni di classe facevo fare un esercizio, durante le ore di ginnastica, che consisteva nel lasciarsi cadere all’indietro, ad occhi chiusi, mentre il compagno doveva intervenire prendendo a volo il partner del momento e impedendogli così di cadere e di conseguenza di farsi male!
Dopo qualche esercizio con relativi aggiustamenti i componenti le coppie imparavano a fidarsi l’un dell’altro tanto grande era l’affiatamento che avevano raggiunto!
L’ articolo, accorato, di Nicoletta Noi-Togni, che abbiamo pubblicato in cronaca regionale e che è ancora visibile, “Quella mano fiduciosa …” ha suscitato in molti nostri lettori un sentimento di sdegno e di dolore!
Come può un padre tradire la fiducia, cieca e incrollabile, dei propri figli?
Quale stato d’animo può spingere un genitore a sopprimerli?
Amore, egoismo, pazzia, mancanza di fiducia nella vita e nelle istituzioni, quale di questi sentimenti provava in quel momento quel padre?
Si poteva evitare una tragedia del genere? I vicini, meglio, gli abitanti delle case vicine, potevano fare qualcosa? Avevano in qualche modo avuto sentore della tragedia che si stava abbattendo su una famiglia e se sì avrebbero avuto il coraggio civico di intromettersi nelle faccende private di altre persone con il rischio di ritrovarsi invischiati in situazioni magari al limite della legge?
Viviamo vicini ma siamo sempre più lontani gli uni dagli altri, come giustamente rileva la signora Nicoletta, e la solitudine regna sovrana nella nostra società!
Un buon vicino è meglio di un parente lontano mi diceva sempre mia madre e la fiducia non è un sentimento a senso unico, bisogna darne per poterne avere!


Giuseppe Russomanno
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Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro.

Epicuro

 
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