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Cultura
venerdì 1 marzo 2019.
8 MARZO LODE ALLE DONNE
di Teresio Bianchessi


Recentemente, una breve indisponibilità di mia moglie, mi ha costretto a prendere in mano le redini di casa, insomma a fare il casalingo dal mattino alla sera e questa situazione ha confermato, con maggior chiarezza, mie precedenti riflessioni e convincimenti.
Quante capacità ci vogliono, quanto impegno, quanto lavoro, quanto amore!
La donna in casa è poliedrica: cuoca, guardarobiera, psicologa, amministratrice, medico, dietologa, docente; sa dialogare con gli enti, la scuola, sa pianificare, prevedere, risparmiare e anche quando si tratta di compiere mansioni in apparenza meno nobili quali le pulizie, lo fa con metodi necessari e preziosi per salvaguardare nel tempo i beni materiali della famiglia.
Meditando le quattro righe sopra esposte, non ritroviamo nelle capacità descritte le attitudini che ogni azienda richiede a un bravo manager?
Perché allora il termine: “Casalinga” per troppo tempo è “risuonato” se non denigratorio, di sicuro riduttivo?
Che cecità noi uomini, che distratta la società!
L’abbaglio ritengo sia dipeso dal fatto che, dopo un mese di qualificato e duro lavoro, le donne non mettevano in tavola la loro busta paga.
Se il loro lavoro fosse stato retribuito, quale lo stipendio?
Proviamo a monetizzare quanto si spenderebbe affidandosi a collaboratori esterni, a un cuoco, alla lavanderia, a un’impresa di pulizie, a un ragioniere, a un buyer, insomma a un team coordinato da un direttore generale delegato a mandare avanti l’azienda “Famiglia”.
Va tenuto anche presente che queste lavoratrici erano e sono poco tutelate poiché il loro contratto non prevede festività; figli e mariti mangiano, dormono e si cambiano anche di sabato e domenica.
Certamente la cifra sarebbe superiore a uno stipendio medio alto.
Il rammarico e la domanda: se fossimo, noi uomini, stati capaci di riconoscere l’assoluta preziosità del loro lavoro, le donne non avrebbero, forse, preferito rimanere fra le mura domestiche con un ruolo più gratificante, armonico, anziché cimentarsi con la vita d’ufficio spesso acida, spigolosa, conflittuale alla scrivania, faticosa nei trasferimenti per treni in ritardo, metropolitane sovraffollate?
Realtà queste che spesso penalizzano la vita di coppia che fatica a trovare tempo di vera condivisione.
Certamente nella scelta, soprattutto oggi, ha peso l’aspetto finanziario, ma quanti modi per gestire un bilancio famigliare!
Forse noi uomini non le abbiamo amate abbastanza, facciamoci allora perdonare e riconosciamo, almeno in questo giorno, la loro insostituibilità, la loro solidità, la loro risoluta capacità di rimanere, oltretutto col doppio ruolo di lavoratrici e spose, pilastri della famiglia e dell’amore.
Lode all’amore, lode alle donne!
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„L’amicizia supera in questo la parentela: nella parentela l’affetto si può eliminare, nell’amicizia no; infatti, tolto l’affetto viene meno l’amicizia stessa, la parentela rimane.“

Marco Tullio Cicerone

 
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