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Fuori regione
giovedì 21 marzo 2019.
I chimici cantonali sollevano una contestazione contro la metà delle aziende ispezionate.

I chimici cantonali svizzeri hanno verificato, nell’ambito di più di 1000 ispezioni, la conformità della dichiarazione degli allergeni per derrate alimentari offerte sfuse. Il risultato è stato molto insoddisfacente: nel 55% dei controlli le esigenze legali non erano rispettate.

In Svizzera circa tre milioni di persone, tra cui molti bambini e giovani, soffrono di allergie e intolleranze. Per il loro consumo giornaliero di derrate alimentari esse sono dipendenti dalle informazioni ricevute sulla presenza o meno d’ingredienti critici. L’importanza di quest’informazione è stata confermata da un tragico episodio successo in Gran Bretagna, nel quale una ragazza è morta per le conseguenze di una reazione allergica. La causa è stata un piatto offerto da un fast food, per il quale gli allergeni non erano dichiarati in modo completo. I responsabili del ristorante sono stati condannati per omicidio colposo.
Nel caso di alimenti preconfezionati, gli ingredienti, che possono provocare allergie o altre reazioni indesiderate, devono essere dichiarati sull’etichetta. Quest’obbligo vale, di principio, anche per gli alimenti offerti sfusi, come nei ristoranti, mense, ospedali, takeaway, panetterie, caseifici o macellerie e avviene ad esempio sulla carta dei menu. A determinate condizioni l’informazione può avvenire però anche in modo orale da parte del personale. In questo caso l’azienda deve assicurarsi che i collaboratori dispongano in modo veloce di tutte le informazioni necessarie per informare nel modo corretto i consumatori.
I chimici cantonali hanno verificato se, nel caso di derrate alimentari offerte sfuse, i requisiti legali fossero adempiuti. Ciò è stato fatto nell’ambito di più di 1’100 ispezioni svolte nel 2018 su tutto il territorio nazionale. Nel 55% di esse, i controlli hanno mostrato lacune che sono state contestate ufficialmente. Nel 18% delle aziende non vi era alcun accenno agli allergeni. Queste contestazioni sono originate in parte dal fatto che le aziende non sono (o non sono abbastanza) coscienti dei propri obblighi e delle proprie responsabilità.
Nelle aziende dove sono state riscontrate delle non conformità, sono state imposte delle misure atte a ripristinare la situazione. I risultati dei controlli sono, in generale, molto insoddisfacenti e mostrano un grande potenziale di miglioramento. I chimici cantonali controlleranno quest’ aspetto, in modo specifico, anche in futuro.

Il Ticino ha contribuito con 44 ispezioni nelle categorie ristorazione e commerci (macellerie, gelaterie, panetterie e supermercati. In 14 casi si è constatata conformità ai requisiti (31.8%) disattesi nei rimanenti 30 casi (68.2%). I motivi di non conformità sono stati i seguenti:
- mancava l’avviso scritto che l’informazione può essere richiesta al personale (in 21 casi corrispondenti al 47.7%) oppure
- mancava o l’informazione scritta che una persona non formata può semplicemente leggere al cliente o la persona competente in grado di darla (in 9 casi corrispondente al 20.5%).

BOX:
Come bisogna informare sulla presenza di allergeni?
Nella legislazione sulle derrate alimentari sono elencate quattordici sostanze, che possono dare origine ad allergie o a reazioni indesiderate, come ad esempio: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, semi di soia, latte, frutta a guscio o noci come mandorle e noci comuni, sedano, senape, semi di sesamo, anidride solforosa e solfiti, lupini e molluschi. Per quanto riguarda gli alimenti preconfezionati questi ingredienti devono essere indicati sull’etichetta e messi in evidenza, ad esempio con differenze nello stile o nel tipo di carattere.

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“Bisogna spegnere la prepotenza più che un incendio.”

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