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Regionale
domenica 24 marzo 2019.
Clima e traffico nelle valli alpine
di Samuele Censi, sindaco di Grono

La campagna elettorale in Ticino e l’adesione allo sciopero mondiale per il clima hanno riportato l’attenzione su una grande emergenza, il riscaldamento globale, con i dissesti di una natura sempre più imprevedibile.

Eventi che abbiamo imparato a conoscere, coi ricorrenti primati di temperature bollenti - ormai in ogni stagione - seguiti da siccità che mettono a repentaglio colture e parti del territorio. Autentici disastri, con le conseguenti imponenti mobilitazioni di uomini e mezzi a fronteggiare incendi che divorano fette di boschi protettivi. Problematiche note, cui se ne aggiungono altre più complesse. Si pensi alle conseguenze del riscaldamento riscontrabile da decenni nelle Alpi: allo scioglimento del Permafrost, strato gelato del sottosuolo fondamentale per la stabilità delle pareti rocciose. I rischi si sono intravisti con la frana del Cengalo in Bregaglia: una montagna che si sgretola sbriciolando l’economia di una regione. E forse anche i massi che da sabato bloccano la strada tra Martina e Orvella in Engadina hanno la stessa origine. Fatti che ci confrontano con la nostra sensibilità, di uomini e cittadini. Fra i politici il tema della responsabilità verso le nuove generazioni è sentito (lo è di sicuro da parte mia). Le scelte che siamo chiamati a prendere per la collettività devono però avere un orientamento chiaro, coerente.
Pur riconoscendo l’importanza di singole iniziative per fonti energetiche rinnovabili, per l’uso dei mezzi pubblici, vorrei concentrarmi sulle scelte politiche. Credo sia necessaria maggior incisività, riforme coraggiose. Lo spunto mi è dato da una recente pubblicazione dell’Ufficio federale delle strade (ripresa dall’Iniziativa delle Alpi) sul traffico dal 1994 al 2017. Com’è possibile, c’è da chiedersi, che nello stesso lasso in cui il S. Gottardo con l’epocale apertura della galleria di base abbia fatto segnare una diminuzione del 14% del traffico pesante, sull’asse del S. Bernardino i transiti siano aumentati del 27% addirittura? Si ritiene per chissà quali ragioni (che sfuggono) che l’aumento di inquinamento lungo l’asse del S. Bernardino sia meno grave che una crescita dei volumi di Co2, ozono troposferico e polveri fini fatta segnare altrove? Significa che ci sia, a Berna (a Coira?), scarsa attenzione? Spero di no! Che manchi una visione globale sulla politica dei trasporti? Forse... Io credo che sia giunta l’ora di impegnarsi sul serio per affrontare il problema nel suo insieme, perché non esistono regioni di serie A e serie B. La manifestazione lanciata da Grono gemellato con La Brévine, ‘Temperature in sella’, ha dimostrato che ci può essere comunione di intenti su scala nazionale fra regioni distanti (i due ‘poli’). Ci vuole certo la volontà di agire per soluzioni lungimiranti, realizzabili perché non c’è più tempo per improvvisare. Il trasferimento delle merci su rotaia dev’essere assoluto. È il clima, la natura, a chiedercelo. E oggi anche i nostri figli scesi in piazza.
Ora ci vogliono fatti.”

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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