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Politica
mercoledì 3 aprile 2019.
Chiudere un occhio per i miliardari stranieri?
di Carlo Lepori

È la domanda che si pone il Tages Anzeiger in prima pagina nella sua edizione di lunedì 1. aprile 2019. E a pag. 3 rincara con una pagina intera dal titolo «Un trucchetto fiscale per i miliardari», basata su ricerche del quotidiano su un gruppo di facoltosi stranieri domiciliati a Gstaad, di cui è riuscito a procurarsi i dati fiscali 2015, grazie ad una sentenza del Tribunale federale.

Contrariamente alle dichiarazioni del funzionario bernese Bruno Knüsel, di non accettare accordi a buon mercato e di non distribuire regali fiscali, è risultato che alcuni noti miliardari pagavano imposte complessivamente per 400-500 mila franchi annui. Una tassazione forfettaria basata su di un dispendio presunto di circa un milione di franchi annui, imposte comprese! Già nel 1993 l’amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) aveva chiarito che per «dispendio», si intendono tutte le spese che il contribuente affronta per mantenere il suo stile di vita, in Svizzera e all’estero. L’AFC presenta anche una lista di punti da considerare: cavalli, viaggi, jet privati e yacht. I miliardari citati nell’articolo possiedono yacht da 40 rispettivamente 150 milioni di dollari: già il loro mantenimento rappresenta un dispendio di 4-10 milioni! Apparentemente le autorità bernesi, ma non solo loro (il quotidiano cita anche il canton Giura), hanno considerato solo il dispendio in Svizzera, in contraddizione con le istruzioni federali.
Dal 2016 la revisione di Legge sui globalisti prevede esplicitamente di considerare il dispendio in tutto il mondo, ma ci sono cinque anni di tempo per adattare le prassi cantonali.
Il Ticino, sempre secondo i dati pubblicati dal quotidiano, è al terzo posto nella lista dei cantoni per entrate da globalisti: 118 milioni nel 2016 (1. Vaud con 198 milioni; 2. Ginevra con 155 milioni). Considerati gli scandali, venuti ultimamente alla luce, di finti globalisti italiani che vivono solo pro forma in Ticino, e di conseguenza con un dispendio minimo, si può ritenere insufficiente il controllo di queste situazioni anche da noi: questi manager possiedono appartamenti e altre proprietà in Italia e probabilmente anche altrove.

Ai sensi dellʼArt. 98 LGC, si chiede dunque a codesto lod. Consiglio di Stato:

• Di indicare l’ammontare annuo delle entrate da globalisti e il numero di questi contribuenti per gli anni 2016, 2017 e 2018.
• Di fornire, per l’ultimo anno per il quale ci sono dati sufficienti, la distribuzione di queste entrate, indicando quanti pagano il minimo di 400’000 franchi e il numero di contribuenti per ogni ulteriore intervallo di 100’000 franchi.
• Di confermare che il dispendio è considerato nei limiti del possibile anche al di fuori della Svizzera e quali misure sono adottate a questo scopo.
• Di chiarire se e in che misura nel calcolo dell’imposta forfetaria si tiene conto anche della sostanza in Svizzera, secondo l’Art. 6 cpv. 6 LAID e l’Art. 13 cpv. 5 LTrib.

Carlo Lepori, deputato al Gran Consiglio

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(Confucio)

 
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