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Regionale
venerdì 19 aprile 2019.
I simboli, umani e no
di Nicoletta Noi-Togni

Gli esseri umani hanno bisogno di simboli. Generalmente oggetti concreti legati ad un’idea, una storia, una teoria, ad un significato che diventa, tramite l’oggetto un cosidetto “significante”.

L’oggetto che tramanda il significato diventa il significante di un determinato pensiero o teoria. La croce per il cristianesimo ne è l’esempio piu’ chiaro e presumibilmente piu’ conosciuto. Si tratta di un oggetto che possiamo recepire con il tatto e con la vista, grondante di significati e percio’ altamente significante. Eppure, per l’essere umano, pur sempre un oggetto anche se rimanda ad una figura umana, alla storia del Cristo – uomo, che per l’umanita’ si è immolato. Una storia lontana nel tempo, una vicenda che richiede astrazione di pensiero e fede per essere creduta e interiorizzata. Operazione difficile per l’uomo d’oggi teso non solo alla concretezza ma anche all’immediatezza del subito e presto. Uomo/donna d’oggi che ha creato i suoi altari e, nel segno dell’individualismo che caratterizza questo nostro tempo e della fretta che ne è una componente non indifferente, vi ha messo personaggi mito dell’attualita’, “significanti” validi e potenti in certi casi ma che possono anche cadere e distruggersi in virtu’ della stessa frenesia che li ha fatti salire in alto. Non riesco per esempio a convincermi che sia nell’ordine delle cose che una ragazzina di sedici anni in poche settimane possa categoricamente dire al mondo – e venir ascoltata - cosa deve e non deve fare. Ammiro il suo coraggio e la sua passione, il suo esprimere idee chiare con parole semplici, ma avverto anche il disagio di una situazione innaturale. Se simbolo è (e ben venga se puo’ servire) esso non riguarda solo lei ma riguarda in modo preponderante la politica mondiale ed i suoi fallimenti in ambito ecologista. Continuo quindi a diffidare dei simboli che ci vengono dalle persone o dai personaggi (la storia ci insegna che possono diventare anche pericolosi) che collochiamo sui diversi podi perché, da umani, possono sgretolarsi in ogni momento. Proprio mentre sto scrivendo queste righe vedo l’incendio della cattedrale di Notre-Dame, le statue dei santi che vengono calate dall’alto, la croce d’oro in fondo alla navata; vedo l’angoscia dei parigini, la loro tristezza e disperazione, le lacrime nei loro occhi e sento quella preghiera, quel canto che nasce spontaneamente dai loro cuori e che si perde nell’acre del fumo.
Si, lasciamo che siano le cose i simboli che ci trasmettono nel tempo un significato vero e profondo, anche quando il tempo e gli elementi le danneggiano. Il loro significante, consapevolmente o inconsapevolmente, è scritto nella memoria, nel cuore e forse nel destino stesso dell’uomo.

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„I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.“

Platone

 
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