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Regionale
mercoledì 24 aprile 2019.
Iniziati i lavori di recupero della mulattiera Verdabbio-Piani di Verdabbio
di Dante Peduzzi

Nel 2010 il Consiglio Federale, ha licenziato un’ordinanza riguardante l’inventario delle vie di comunicazioni storiche, definendo le regole e le disposizioni per la protezione e la valorizzazione di questo patrimonio culturale. Un tracciato, classificato nell’inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS) sotto il codice GR 3530 e GR 3530.0.1, è la mulattiera Piani di Verdabbio-Verdabbio.



(Selciato e murature della Mulattiera Verdabbio – Piani di Verdabbio)


Il villaggio di Verdabbio, ora frazione di Grono, è un tipico insediamento di mezza costa sul versante occidentale della Valle Mesolcina, il cui territorio è limitato fra due altre entità comunali: a monte dal comune di Santa Maria in Calanca e a valle dal comune di Cama. Questa situazione ha costretto Verdabbio a cercare terreni agricoli sul fondovalle, ai Piani di Verdabbio appunto. Il cordone ombelicale che legava l’abitato con i terreni al piano era costituito dalla mulattiera, un tracciato che permetteva il collegamento di circa 1,5 Km tra l’abitazione primaria e le stalle con i relativi appezzamenti prativi sul fondovalle.
Ad eccezione della prima parte sul fondovalle, il tracciato della mulattiera è rimasto praticamente lo stesso di secoli fa. Per alcune decine di metri attraversa una grossa frana. In questo punto spiccano le grosse lastre sulla corona della mulattiera verso valle, particolare tecnico che ha certamente contribuito a mantenere in buono stato le murature sottostanti.
Più avanti, salendo, scorgiamo la Capèla di Piét, un’edicola votiva molto suggestiva costruita sopra un grosso masso e custode di una leggenda che ha stimolato la fantasia di generazioni di giovani delle scuole elementari di Verdabbio e Cama. Tutto ciò che ruota attorno a questo luogo ci parla del vissuto di diverse generazioni. Accanto al tracciato, sui massi ai lati del percorso, quindi in buona vista, si possono scorgere i segni di confine scolpiti nelle pietre, segnali importanti che separavano le proprietà private da quelle pubbliche. Se consideriamo l’importanza delle selve castanili nel passato (per il frutto, per il fogliame, per la legna da ardere e quella per costruzioni, per i pali della vigna), allora comprendiamo perché quei segni sono stati scolpiti proprio lì, in modo che ognuno potesse vederli e, soprattutto, rispettarli. Oltre la cappella le pietre del selciato sono levigate e quasi arrotondate dalle scarpe e dagli zoccoli chiodati degli animali e dalle scarpe delle persone. Il selciato è formato da pietre più piccole e magistralmente compattate. Alla distanza di ogni 2-3 metri circa, dei cordoli trasversali aiutano a guadagnare dislivello e, contemporaneamente, evitano che le acque piovane possano scalzare le pietre dell’acciottolato. A partire dalla zona Pian de Pirlo il tracciato della mulattiera cambia struttura. Per diversi metri è incassato fra due muri a secco che manifestano evidenti segnali di cedimento.
Ciò che resta della vecchia mulattiera è un documento di eccezionale bravura artigianale e di grande conoscenza della materia prima: la pietra. Per questo motivo la mulattiera che congiunge i Piani di Verdabbio con il paese è stata iscritta nell’inventario IVS come oggetto di importanza nazionale. Fanno parte degli oggetti di importanza nazionale le vie storiche che presentano una straordinaria valenza storica e/o sostanza (Art. 3 OIVS) e che godono di protezione speciale.
Un gruppo di lavoro, costituito nel 2016 dall’allora sindaco di Verdabbio Antonio Spadini si è dato da fare ed ha trovato i fondi necessari per risanare tutto il tracciato. Dopo la fusione di Verdabbio con Grono si sono messi a concorso i primi lavori di taglio delle piante sopra i muri e l’allontanamento delle ceppaie, il ripristino delle murature di controriva e il consolidamento delle lastre di corona a monte e a valle.
I lavori sono guidati dallo specialista Cornel Doswald di Berna che ha alle spalle una lunga esperienza in simili interventi. La direzione lavori è stata affidata allo studio di Ingegneria Giudicetti&Baumann. Il Comune di Grono, committente dell’opera, prevede che i lavori saranno terminati entro il 2020. Torneremo così con grande piacere a camminare lungo una strada veramente suggestiva che permetterà ai residenti e ai nostri ospiti di conoscere e apprezzare meglio le ricchezze paesaggistiche della nostra regione.

Foto: Dante Peduzzi
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„I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.“

Platone

 
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