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Lettere dei lettori
domenica 28 aprile 2019.
Sì alla legge sulle armi e Sì alla riforma fiscale + finanziamento dell’AVS

Votazioni federali
• Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS Sì
• Legge sulle armi (Schengen) Sì
Votazione cantonale
• Iniziativa sulla caccia speciale No

Riforma fiscale e finanziamento dell’AVS (RFFA): SÌ
Per il PSGR il progetto offre soluzioni a due problemi urgenti. L’AVS viene rafforzata con un finanziamento aggiuntivo pari a 2 miliardi di franchi annui. Questo contribuisce a garantire le rendite e a stabilizzare le perdite causate dall’aumento del numero dei pensionati e dell’aspettativa di vita. Permette quindi di guadagnare il tempo necessario in vista di una riforma più capillare della più importante assicurazione sociale svizzera.
Quanto alla parte fiscale la riforma abolisce i privilegi fiscali delle holdings attive soprattutto all’estero, invisi a livello internazionale. Le multinazionali pagheranno più tasse, così tutte le aziende saranno tassate secondo le stesse regole e il nostro sistema fiscale sarà conforme alle regole internazionali. La RFFA consente di correggere i peggiori errori delle riforma fiscali delle imprese degli ultimi anni. L’imposta sui dividendi per i grandi azionisti, per esempio, sarà aumentata. I numerosi dettagli del progetto in votazione non sono facili da spiegare, ma rappresentano tutto sommato un compromesso accettabile per la maggioranza delle forze politiche e economiche. Il PSGR ne raccomanda l’accettazione.

Legge sulle armi: SÌ
Il PSGR raccomanda di accettare anche la revisione della legge sulle armi, elaborata dal Parlamento svizzero in base alla direttiva dell’UE. L’UE e la Svizzera perseguono il medesimo obiettivo: lottare contro l’abuso di armi per scopi criminali. In reazione ai gravi attentati terroristici perpetrati in Europa, l’UE ha adottato una serie di misure, tra cui la revisione del diritto delle armi nello spazio Schengen. Le modifiche apportate alla legge svizzera sono minime e la nostra tradizione del tiro e della caccia viene salvaguardata. Permettono al nostro Paese di rimanere associato a Schengen e Dublino, il che è di centrale importanza nei settori della sicurezza e dell’asilo. Ecco i principali motivi per sostenere la revisione:
Controllare la disponibilità di armi semiautomatiche: la nuova direttiva europea sulle armi stabilisce che le parti essenziali delle armi semiautomatiche devono essere contrassegnate, registrate e rintracciabili individualmente. Se la Svizzera non si adegua all’Europa, rischia di diventare il mercato in cui le armi sono più facilmente disponibili anche per criminali, terroristi e paramilitari di ogni sorta.
Più sicurezza per la polizia – più sicurezza per la popolazione: le armi semiautomatiche sono oggi solo parzialmente registrate dai Cantoni. Ciò aumenta il rischio per la polizia e le altre forze di sicurezza quando devono spostarsi in un luogo sconosciuto.
Ridurre la violenza armata: le probabilità di suicidio e la violenza domestica, in particolare contro le donne, sono significativamente più elevate in seno alle famiglie in cui vi sono delle armi da fuoco rispetto a quelle che non dispongono di armi. L’acquisto di armi semiautomatiche deve pertanto essere soggetto a un’autorizzazione speciale.
L’accordo di Schengen garantisce la collaborazione transfrontaliera: un no alla revisione della legge comporterebbe con tutta probabilità l’esclusione automatica della Svizzera, stato associato, dallo spazio di Schengen, con tutte le conseguenze negative che ciò potrà implicare per la sicurezza, l’economia e il turismo della Svizzera. Un esempio: Senza l’accordo di Schengen i turisti di paesi non europei dovrebbero chiedere un visto speciale per poter visitare la Svizzera.

Iniziativa cantonale sulla caccia speciale: NO
Gli effettivi di cervi e caprioli sono molto alti nel nostro Cantone. Per evitare gravi danni ai boschi e drammatiche morìe invernali è necessario che anche in futuro si possa organizzare una caccia complementare. L’iniziativa sulla caccia speciale richiede invece che i piani di abbattimento annuali vengano realizzati integralmente durante la caccia alta ordinaria, prolungata di quattro giorni. La selvaggina non conosce altri nemici che l’uomo e in certe regioni da qualche anno anche il lupo. Solo nella regione del branco del Calanda la caccia speciale non è necessaria. Il PSGR raccomanda dunque di respingere l’iniziativa.

PSGR

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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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