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Politica
sabato 4 maggio 2019.
Perché mantenere la caccia speciale nei Grigioni
di Paolo Papa, Granconsigliere Calanca

Nei Grigioni si contano 16’500 cervi e ad ogni primavera nascono 5’500 vitelli. L’obiettivo della pianificazione della caccia è la conservazione di un contingente sano di selvaggina, naturalmente strutturato e adattato alle condizioni locali. Questo contingente deve essere anche caratterizzato da un rapporto di genere e di età equilibrato.

Cosa chiede l’iniziativa per l’abolizione della caccia speciale? Per la regolazione degli effettivi essa vuole abolire la caccia speciale in novembre/dicembre e al suo posto prolungare la caccia ordinaria di 4 giorni in ottobre. Vuole inoltre rimpiccolire e diminuire le bandite di caccia e vietare di cacciare le cerve e i vitelli nel mese di novembre/dicembre.

Prolungo della caccia di quattro giorni

A ottobre i cervi sono ancora nei territori di estivazione. La regolazione degli effettivi deve avvenire sui contingenti che ritornano a tardo autunno nelle zone di svernamento. I danni sempre più insostenibili alle foreste e alle colture, specialmente nel caso di un risveglio primaverile ritardato della natura, sono per lo più causati dall’eccessiva sovrappopolazione di questi ungulati! Con un prolungo della caccia a ottobre si colpisce però la selvaggina dei territori di estivazione, che è poi la stessa che l’anno successivo si ritrova distribuita nei territori di caccia, ma non quegli animali che veramente sono in eccesso e che provengono dalle bandite, dal parco nazionale o da oltre i confini cantonali e statali.

Aprire/rimpiccolire le bandite

Tali esperimenti sono stati effettuati per qualche anno in regioni tipiche del cantone. L’esperienza è stata molto negativa. Il primo anni sono ci son stati diversi prelievi, ma negli anni successivi la popolazione di cervi ha scelto altri territori e il prelievo è stato praticamente nullo. Il cervo ha una grande mobilità, ha una spiccata capacità di apprendimento superiore alla media rispetto alle altre specie e un innato senso di trasmissione della conoscenza sulle tradizioni.

Avrebbe senso prelevare vitelli e cerve allattanti durante le cacce ordinaria?

Il rapporto tra cerva e vitello è molto ben strutturato. Il vitello oltre ad avere bisogno del latte materno per 4-5 mesi, evolve in un continuo apprendimento delle tradizioni per il suo inserimento nella natura. Già a partire dagli anni ’40, durante i primi problemi con i cervi, furono cacciate cerve allattanti durante la caccia ordinaria. Già allora le conseguenze si dimostrarono svantaggiose, per i seguenti motivi:
• Se vitelli e cerve allattanti possono essere cacciati allo stesso tempo, questo porta alla distruzione dei gruppi familiari nella loro zona di estivazione; a lungo termine la popolazione dei cervi (maschi e femmine) evita questi territori e cerca aree prive di difficoltà e con minor disturbo. Il risultato è che la loro presenza nei territori della caccia ordinaria diminuisce rapidamente di anno in anno.
• Se uccisi solo vitelli, quanto descritto sopra avviene in misura ancora accentuata, in quanto le cerve allattanti "imparano la lezione” da questa esperienza e di conseguenza in futuro stazioneranno in zone più sicure (bandite) dove non incontreranno più lo stesso destino. La linea riproduttiva viene disturbata e la cerva cerca in modo naturale condizioni migliori per prepararsi alla prossima gravidanza.
• Se vengono uccise solo le cerve allattanti, questo intervento ha sì un forte impatto regolatore, ma è inaccettabile dal punto di vista etico e del benessere degli animali stessi. Come detto prima questa misura ha un effetto devastante per il vitello che non avendo ancora raccolto sufficienti esperienze di vita, avrà sicuramente problemi di sopravvivenza per il prossimo inverno e di certo uno sviluppo fisico disturbato.

La caccia a licenza dei Grigioni ha raccolto la grande sfida negli ultimi decenni per soddisfare le moderne esigenze e gestire la regolazione degli effettivi con un sistema di caccia molto tradizionale. Il sistema di caccia grigionese ha un grande apprezzamento negli altri cantoni e nei paesi limitrofi. Io, come molti altri cacciatori, non vedo nell’iniziativa di abolire la caccia speciale, un’alternativa migliore all’attuale concetto in due fasi, con una caccia ordinaria a settembre e una regolazione fine degli effettivi negli habitat, applicata regionalmente a tardo autunno. Raccomando quindi di mantenere il sistema attuale e di astenersi da esperimenti che potrebbero dimostrarsi controproducenti per la selvaggina e fatale per noi cacciatori se il cantone optasse poi di adottare un sistema di caccia a regia.
Esprimiamo quindi un chiaro NO all’iniziativa il 19 maggio prossimo!

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„I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.“

Platone

 
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