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Lettere dei lettori
giovedì 9 maggio 2019.
SI all’abolizione della caccia speciale

La regolazione degli effettivi di cervo nel Cantone dei Grigioni, viene effettuata sulla base di un piano d’abbattimento stabilito dalle autorità.

Allo stato attuale, durante il mese di settembre, si svolge la caccia alta ordinaria con delle leggi e prescrizioni restrittive e che tengono in considerazione l’etica venatoria, in particolar modo vengono protette le cerve allattanti con i loro cerbiatti.
Puntualmente, da 30 anni a questa parte, il piano di prelievo non viene raggiunto per cui le autorità preposte autorizzano una caccia "speciale" 40 giorni dopo la chiusura della caccia ordinaria. Durante questa caccia "speciale" l’obiettivo dei prelievi si focalizza proprio sulle cerve e cerbiatti che si sono rigorosamente protetti durante la caccia ordinaria. Oltre a catturare cerve allattanti, con possibili conseguenze letali ai cerbiatti che probabilmente non sopravvivono all’inverno, vengono pure uccise delle cerve gravide, con il feto già pienamente sviluppato.
L’iniziativa per l’abolizione della caccia speciale si pone quale obiettivo quello di ottenere il raggiungimento del piano d’abbattimento per il tramite della caccia ordinaria; a tale scopo dovranno essere adattate le prescrizioni vigenti. Punto focale per perseguire l’obiettivo è sicuramente l’apertura delle bandite di caccia che attualmente nel Cantone dei Grigioni sono 259 nelle quali il cervo non può essere cacciato. Queste zone di protezione furono create nel 18° secolo alfine di proteggere gli ungulati che erano a rischio estinzione. Ad oggi questo scopo è ampiamente superato (il censimento 2018 dei cervi nel Cantone dei Grigioni conta 16’500 capi!!) ed a prova di ciò la Confederazione autorizza i singoli cantoni ad esercitare la caccia al cervo in questi territori; malgrado questa possibilità le nostre autorità cantonali non mettono in atto tale opportunità.
Queste bandite favoriscono la concentrazione di cervi anziché una regolare ripartizione sul territorio. La maggior parte di questi asili si colloca esattamente là dove è definito il bosco di protezione, nel quale i forestali constatano i maggior danni e quindi la venuta meno di tale funzione di protezione.
Con il sistema attualmente in vigore, viene chiaramente perseguito uno scopo finanziario anziché il raggiungimento del piano d’abbattimento; a testimonianza di ciò, durante la caccia alta 2018, sono stati abbattuti 3’403 cervi mentre durante la caccia "speciale" ne sono stati catturati 2’069 capi. Questo tipo di caccia (a pagamento) raggiunge ca. il 40% del piano d’abbattimento totale, malgrado questa elevata percentuale il Cantone non ha mai provveduto ad adattare le prescrizioni vigenti.
Altro fattore che influenza gli esigui abbattimenti durante la caccia alta è il prezzo della carne fissato in fr. 9.50/kg, mentre solamente 40 giorni dopo, durante la caccia "speciale", questo importo viene stabilito in fr. 2.00/kg. A causa di questa cifra fuori mercato durante la caccia ordinaria, molti cacciatori rinunciano spesso e volentieri all’abbattimento dell’animale per non incorrere in eventuali sanzioni. A testimonianza di quanto affermato, durante la caccia alta 2018 sono stati abbattuti 1’939 cervi maschi e 1’464 cerve malgrado la maggior facilità nel catturare capi femmina. L’iniziativa propone quindi anche un adeguamento del prezzo della carne al valore reale di mercato, favorendo di conseguenza un aumento degli abbattimenti durante la caccia alta ordinaria.
Grazie a questa iniziativa le cittadine ed i cittadini del Cantone dei Grigioni hanno l’opportunità di salvaguardare questo patrimonio faunistico.
Per i fautori del SI: Mauro Lombardi

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(David Grossman)

 
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