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Editoriale
domenica 12 maggio 2019.
Il parto di Uma nel Nebraska … ho lanciato il sasso non ritiro la mano!
di Teresio Bianchessi

La notizia era questa: “Si chiama Uma ed è la figlia di due papà gay, concepita con l’ovocita della zia e partorita dalla nonna”

Poiché ho lanciato il sasso, non ritiro la mano e provo ad esplicitare la mia personale e opinabile riflessione che inevitabilmente, visto l’argomento, mi spinge nella sfera dell’amore, del sesso e più in generale della vita.
Per mettere un po’ d’ordine bisogna partire dai valori, definire una graduatoria che da sempre, per la stragrande maggioranza dell’umanità, mette sul primo gradino della scala il Dio creatore che sta nei cieli; lo fanno i credenti di tutte le religioni del mondo e non solo loro.
Dogma al quale l’umanità si affida riconoscendo la propria caducità terrena ma confidando, nel frattempo, per fede e benevolenza divina, nell’aldilà paradisiaco.
Sul secondo gradino metto l’amore che certo ha mille sfaccettature, libero com’è l’uomo d’oggi di amare tutto e tutti gli aspetti, anche quelli più bizzarri, dell’universo intero, ma certamente sentimento vitale che trova la massima compiutezza relazionale fra uomo e donna.
Al terzo gradino del podio il sesso che è l’attimo che più ci avvicina a Dio! Ci vuole coraggio, di questi tempi caratterizzati da stupratori e più in generale da vilipendio dell’amore, a fare simile affermazione, sostenere la sacralità dell’amplesso, la stretta, vitale correlazione con l’amore vero che realizza il miracolo della pro- creazione, della vita.
Torniamo alla notizia: affermare che nel parto di Uma, nel Nebraska, ci sia un po’ di confusione non dovrebbe scandalizzare nessuno.
Oggi tutto è permesso, tutto è lecito, c’è molta sfrontatezza, aggressività, prevaricazione e, a mio parere, molte condotte morali, comportamenti, tendenze, etiche strambe, che vocianti opinionisti ci incartocciano con carta patinata chiamandole amore, altro non sono che egoismi.
Il più ferale è quello di credere di essere artefici della creazione.

Che sia davvero così?
Aiutatemi a capire!

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La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo.
Non sono le parole, non sono i fiori, i regali. È il tempo.
Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita.

(David Grossman)

 
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