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Editoriale
venerdì 31 maggio 2019.
Classi subalterne e imbecilli altolocati!

In questi giorni, alcuni pseudointellettuali, hanno estratto, come il mago dal suo cilindro, un’altra definizione del popolo o delle masse come dir si voglia e cioè: classi subalterne!

Gramsci aveva elaborato una teoria riguardante l’egemonia secondo la quale le classi dominanti impongono i propri valori politici, intellettuali e morali a tutta la società, con l’obiettivo di saldare e gestire il potere intorno a un senso comune condiviso da tutte le classi sociali, comprese quelle subalterne! Secondo tale teoria, gli intellettuali avevano il compito di creare le condizioni affinché l’egemonia passasse ai proletari e quindi alle classi subalterne!
Logicamente lo scopo non fu mai raggiunto per tanti e svariati motivi primo fra tutti l’impossibilità, a mio parere, di far crescere e maturare in tante teste diverse la stessa idea!
Più facile invece si rivelò il sottomettere le classi subalterne indirizzandole verso questa o quella politica a seconda del momento storico e del leader di moda in quel periodo! Certo è che le classi dominanti hanno potuto sfruttare questa loro posizione per ottenere privilegi e potere fino a quando un’altra scuola di pensiero non è riuscita o non riuscirà a dirottare i voti delle masse verso il proprio partito!
Apriti cielo, a quel punto, le masse non sono più utili ma ignoranti e stupide tanto che sarebbe meglio non farle votare perché facilmente influenzabili dagli altri e gli intellettuali, sì quelli che avrebbero dovuto educare le masse, invece di chiedersi perché le cose gli sono sfuggite di mano non trovano di meglio che appioppare altri epiteti a quelle classi subalterne che hanno deciso di farsi indirizzare da altri teorici!
Tra spin doctor, influencer, leader e via dicendo le classi subalterne, pardon sottomesse, ogni tanto vanno per conto loro e i giochi si fanno più difficili!


Giuseppe Russomanno
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Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla.

Publio Ovidio Nasone

 
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