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Lettere dei lettori
martedì 11 giugno 2019.
Tutti allo sciopero del 14 giugno per cambiare il Ticino!
di Michela Pedersini, presidente Sindacato VPOD Ticino

Pubblichiamo l’appello della presidente del Sindacato VPOD Ticino Michela Pedersini per la partecipazione allo sciopero delle donne del 14 giugno.

Come presidente del Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino, ma anche presidente della Commissione del personale dell’Ospedale regionale di Lugano, mi permetto di fare un appello: partecipate allo sciopero delle donne del 14 giugno.
La parità tra donne e uomini non è affatto scontata in Ticino. Molte infatti sono le resistenze sotterranee allo sciopero in questo Cantone, abitato da tanti retrogradi.
Il Sindacato VPOD Ticino ha chiesto ai datori di lavoro pubblici e sociosanitari di favorire la partecipazione allo sciopero del 14 giugno.
Abbiamo ricevuto parecchie risposte positive, soprattutto dove siamo sindacalmente forti!
Ma abbiamo ricevuto anche risposte che dimostrano che c’è chi non ha capito nulla del senso della giornata del 14 giugno.
Un datore di lavoro pubblico ci ha scritto: “Nella nostra amministrazione pubblica non vi è nessuna disparità tra uomo e donna e quindi non è ammissibile che nostri dipendenti prendano parte, durante il tempo di lavoro, a un tale evento”. Siamo proprio sicuri che sia così? E se anche fosse, non ritiene questo ente che esistano tanti problemi nella società civile, come la violenza domestica, il sessismo e le discriminazioni salariali e pensionistiche? Un altro datore di lavoro ha puntualizzato: “In questo contesto lavorativo non vigono disparità salariali: riteniamo discriminante e irrispettoso attribuire una pausa extra di 15 minuti e 30 secondi alle sole donne.” Il numero 15.30 simboleggia il ritardo salariale medio del 20% delle donne in Svizzera: tenendo conto di questo ritardo le donne dovrebbero mediamente smettere di lavorare alle 15.30.
Peggiori ancora sono 3 risposte di Municipi, che senza uno straccio di motivazione hanno scritto al Sindacato VPOD: “Il Municipio ha deciso di non aderire alla richiesta.” Glaciali!
Non vogliamo fare nomi, ma queste prese di posizioni dimostrano che c’è tanto da fare per cambiare questo Cantone.
Oltre al lavoro quotidiano dei sindacati e delle associazioni femminili a favore dei diritti delle donne, per me è fondamentale creare finalmente in Ticino un vero e forte Ufficio per le pari opportunità: è uno scandalo che oggi il Canton Ticino abbia solamente mezza unità ad occuparsi del tema!
È una scelta retrograda nella lotta alle discriminazioni di genere, di cui si pagano le conseguenze.
È giunto il momento di rilanciare l’azione del Cantone per le pari opportunità! Chiedo al Consiglio di Stato la creazione di un Ufficio cantonale per la parità tra donna e uomo sul modello del Canton Vaud, che si muova in maniera decisa per incoraggiare la parità di genere:
- sviluppando delle campagne di sensibilizzazione e prevenzione contro il sessismo e la violenza contro le donne
- organizzando delle formazioni
- elaborando degli strumenti pedagogici
- sensibilizzando il mondo dell’apprendistato, pesantemente connotato dagli stereotipi di genere per quanto riguarda la scelta della professione.
Quindi firmate subito la petizione del Sindacato VPOD per la creazione di un vero e forte Ufficio cantonale per la parità tra donna e uomo sul modello del Canton Vaud. La si può scaricare dal nostro sito o firmare online su Change.org
Vi aspetto il 14 giugno alle attività e ai raduni organizzati dalle commissioni del personale, dai sindacati e dalle associazioni femminili!

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Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro.

Epicuro

 
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