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Lettere dei lettori
lunedì 17 giugno 2019.
Fusioni dei comuni parrocchiali: a quando nel Moesano?
di Davide Pesenti

Domenica 16 giugno 2019, la Valposchiavo ha visto nascere un nuovo comune parrocchiale aggregato. “Poschiavo Nord”, questa la sua denominazione, è frutto della fusione di ben cinque comunità cattoliche. E che ne è nel Moesano? Le disposizioni vigenti del Corpus Catholicum grigione avranno simili conseguenze pure a sud del San Bernardino?

Quale ultima comunità in ordine di tempo, nel corso del mese d’aprile i fedeli di Cologna avevano dato luce verde alla creazione di un unico comune parrocchiale con le comunità ecclesiali di Poschiavo, San Carlo, Pagnoncini e Angeli Custodi. Comunità che in precedenza avevano già accettato, tutte a larghissima maggioranza, il progetto d’aggregazione. Una prima per il Grigionitaliano.

Domenica 16 giugno, questo lungo ed esigente iter aggregativo si è definitivamente concluso. A stragrande maggioranza, infatti, l’assemblea costitutiva del nuovo ente ha confermato le decisioni precedenti, accettando i nuovi statuti. Il comune parrocchiale aggregato, che entra così ufficialmente in vigore retroattivamente a partire dal 1o gennaio 2019, riceverà dalla “Chiesa cattolica dello Stato dei Grigioni” un incentivo finanziario di quasi mezzo milione di franchi. Una volta costituite le nuove fondazioni, la nuova realtà ecclesiastica sarà definitivamente operativa.

Ragioni finanziarie e necessità di sinergie

Tra le principali ragioni di questa scelta, ampiamente condivisa dai presenti, vi pure è l’entrata in vigore delle nuove ordinanze concernenti l’amministrazione delle finanze e sui contributi elargiti dalla “Chiesa di Stato” alle parrocchie grigioni. Entrate in vigore nel 2015, queste ordinanze penalizzano vieppiù finanziariamente i comuni parrocchiali piccoli, ossia quelli con meno di 600 fedeli iscritti, come ha ricordato anche Andrea Zanolari, presidente della deputazione del comune parrocchiale di Poschiavo.

Da anni, il Corpus Catholicum retico finanzia con montanti cospicui i vari progetti di fusione nell’intero Cantone. Da un lato, l’intento di tale sostegno è di aumentare l’efficienza dei contributi finanziari erogati annualmente; ciò al fine di adeguare il sostegno finanziario “al rispettivo fabbisogno dei compiti dei comuni parrocchiali”. Dall’altro, tali sussidi d’incentivo alle aggregazioni parrocchiali possono essere interpretati come l’altra faccia di una stessa medaglia. In effetti, la necessità di unire le forze pastorali non si limita alla cura d’anime, ma deve anche prendere in considerazione le dimensioni gestionali e finanziarie della stessa.

Evoluzione simile nel Moesano?

Ad oggi, la situazione finanziaria, sempre più precaria, delle comunità moesane non ha ancora portato a fusioni simili. Nondimeno, a corto-medio termine, la via tracciata in Valposchiavo sembra essere la sola ragionevole anche per la realtà ecclesiale del Moesano. Si tratta di un’opzione che meriterebbe di essere valutata soprattutto nella misura in cui, da un lato, le imposte di culto e le donazioni diminuiscono progressivamente e, dall’altro, i criteri relativi al calcolo del diritto ai sussidi sono divenuti vieppiù restrittivi.

Nell’ottica del bene comune dei fedeli cattolici e di un’organizzazione pastorale propositiva, il superamento dei particolarismi e/o i campanilismi potrebbe essere raggiunto, ad esempio, trovando dei compromessi simili a quello poschiavino: il comune parrocchiale aggregato assume un ruolo amministrativo e finanziario, mentre delle fondazione ecclesiastiche amministrano gli averi e la sostanza delle singole comunità locali.

Leggere i segni dei tempi per delle comunità radiose

Se nel Grigionitaliano assisteremo, in futuro, alla creazione dei comuni parrocchiali “Mesolcina nord”, “Mesolcina sud” e “Calanca” dipenderà in gran parte dall’iniziativa e dalla volontà dei vari consigli parrocchiali. Spetta a loro, infatti, affrontare con senso di responsabilità ed entusiasmo questa importante sfida per il futuro delle comunità cattoliche della regione. Nell’anno dei festeggiamenti per l’Ottocentesimo della fondazione del Capitolo di San Vittore, unire le forze in questo specifico ambito ecclesiale equivarrebbe a riconoscere con lungimiranza “i segni dei tempi” che ci contraddistinguono. Un po’ come fece secoli fa Enrico de Sacco, l’allora Signore di Mesolcina e Calanca.

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“I bambini oggi sono dei tiranni. Contraddicono i genitori, ingoiano il loro cibo e tiranneggiano i loro insegnanti.”

Socrate

 
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