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Regionale
venerdì 21 giugno 2019.
La filiera dei rifiuti del termovalorizzatore non termina a Giubiasco!
di Lino Succetti

Lo scorso 18 giugno al Quotidiano RSI e poi il giorno dopo sulla stampa ticinese ho seguito i vari reportages sul 10º anniversario della messa in funzione dell’inceneritore e poi anche termovalorizzatore di Giubiasco con interviste al direttore Claudio Broggini e all’on. Claudio Zali. Si è sottolineato il trattamento del pattume del Ticino e proveniente anche dal Moesano, ma stranamente non c’è stato nessun accenno al trasporto e deposito delle scorie grezze da demetalizzare e delle ceneri lavate nella discarica CRER di Lostallo- Sorte.



Ricordo infatti che il 29 settembre 2009, a poco dall’arrivo a Giubiasco dei primi rifiuti destinati all’incenerimento e a un mese e mezzo dall’accensione della prima linea di combustione dell’inceneritore avvenuta il 10 agosto 2009 (dopo un tormentone politico-economico canton-ticinese durato un ventennio) sono iniziati anche i trasporti dei residui dell’impianto di Giubiasco verso la Mesolcina.
L’incenerimento dei rifiuti produce scorie solide pari circa al 10-12% in volume e 20-25% in peso dei rifiuti trattati. Nel 2018 l’inceneritore-termovalorizzatore di Giubiasco ha prodotto 33’350 tonnellate di scorie grezze e 4’070 tonnellate di ceneri lavate trasportate in discarica a Lostallo - Sorte. Calcolando che nel primo decennio di attività dell’inceneritore-termovalorizzatore di Giubiasco si sono smaltiti circa 1’600’000 tonnellate di rifiuti, in discarica sono state trasportate circa 350’000 tonnellate di scorie grezze (da demetalizzare) e ceneri lavate.
A partire dal mese di luglio 2010, dopo l’esito negativo di diversi ricorsi contro l’allestimento dell’impianto di vagliatura delle scorie grezze a Sorte, le operazioni di deposito delle scorie sono precedute da una vagliatura in loco dei metalli ferrosi e non ferrosi, tramite apposito impianto gestito dalla ditta Hecor. L’impianto di vagliatura permette l’estrazione dalle scorie grezze di ferro e di metalli non ferrosi quali alluminio, rame e inox. Nel 2018 sono stati estratti 3’690 t di metalli ferrosi e non ferrosi (2’670 t di ferro, 251 t di inox, 731 t di alluminio e 38 t di rame). Esperienze maturate in varie discariche svizzere dimostrano che tramite questo tipo di trattamento la qualità delle scorie viene migliorata. Le scorie risultano più compatte, più stabili e meno permeabili all’acqua. Si ottiene un minor volume in discarica e un minor contenuto di metalli inquinanti nelle acque di percolazione. Nel contempo i metalli ferrosi e non ferrosi estratti possono essere riciclati, contribuendo ad un risparmio economico, energetico e ad un migliore ecobilancio complessivo. I metalli si differenziano da altri materiali per la loro conduttività elettrica. Gli impianti di demetallizzazione sfruttano una combinazione di caratteristiche elettriche, magnetiche e meccaniche per separare i metalli dalla massa di scorie grezze. Dapprima l’impianto doveva essere realizzato come sarebbe stato più logico direttamente a Giubiasco, interrato, accanto all’inceneritore, eliminando inutili trasporti, problemi olfattivi e pure il sollevamento di polveri che in discarica devono essere evitate lavorando le scorie grezze non troppo asciutte ma meno performanti per l’estrazione dei metalli e tramite le misure idrauliche per l’abbattimento delle polveri.



Dopo quella del 2011 con la V Tappa, a un decennio dai primi apporti di scorie e ceneri lavate in discarica, che nei primi anni avevano sollevato opposizione e richieste di maggior rispetto ambientale specialmente tra gli abitanti della frazione di Sorte, pecche poi a poco a poco attenuate grazie alla collaborazione della CRER stessa, si è ora giunti ad una nuova proroga dei depositi. I trasporti dovrebbero protrarsi fino al 2027-28, con condizioni finanziariamente molto interessanti per la CRER e di riflesso per il Comune di Lostallo e l’intera Regione Mesolcina e Calanca e pure un grattacapo in meno per l’Azienda Cantonale rifiuti del canton Ticino (ACR), impossibilitata a sfruttare a causa delle forti opposizioni delle discariche su territorio ticinese o costretta a dover far fronte a maggiori spese di trasporto nella Svizzera tedesca come era già capitato dal 2006 con la chiusura della discarica della Valle della Motta e il conseguente smaltimento allora di tutti i rifiuti freschi, ora sarebbero le scorie grezze e le ceneri lavate, oltre San Gottardo. Spese che ricadrebbero pure sui costi di smaltimento per i Comuni moesani e di conseguenza sulla tassa sul sacco dei rifiuti domestici mesolcinesi e calanchini.
La nuova proroga (praticamente una VI tappa) e ampliamento dal 2021/22 al 2027/28 quando la discarica probabilmente sarà colma, grazie alla recente approvazione della revisione parziale della pianificazione locale in zona discarica, è abbinata alla realizzazione del progetto (sistemazione finale/impermeabilizzazione superficiale / rinaturalizzazione e ricoltivazione) dell’intera discarica secondo le proposte elaborate dallo Studio germanico Finsterwalder Umwelttechnik, specialista in queste operazioni.
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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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